Intervista all'artista Valeria Kadra, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"
di Francesca Callipari
In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Valeria Kadra, tra gli artisti selezionati per questo evento in videoesposizione.

1. Per iniziare, racconti ai nostri lettori quando ha scoperto la sua passione e come ha capito che si trattava di un vero e proprio bisogno spirituale.
Ho scoperto la mia passione per il disegno in giovane età. Ero una bambina introversa e il disegno mi aiutava a esprimere le mie emozioni. In seguito, ho messo questa passione al servizio del mio lavoro come insegnante per bambini con diverse disabilità, illustrando storie e scene di vita quotidiana per favorire il loro sviluppo. Vederli evolvere mi dava grande gioia e soddisfazione.
Qualche tempo dopo aver smesso di insegnare, ho sentito il bisogno vitale di tornare alla pittura. È stato un richiamo così intenso da riflettersi tuttora nella densità del mio stile pittorico, in cui utilizzo materiali diversi, spesso in rilievo. Ho intrapreso la via dell'astratto perché sentivo di poter esprimere meglio sia gli aspetti visibili che quelli invisibili della mia vita. Con il tempo, è diventata quasi una necessità spirituale—una sorta di meditazione.

2. In questa mostra a New York, le sue opere saranno esposte digitalmente sul maxischermo della galleria. Cosa significa per lei questa opportunità e quali emozioni sta provando?
L'opportunità di esporre le mie opere sul maxischermo della galleria di New York è sia un immenso onore che una grande fonte di entusiasmo. Per me rappresenta un momento di convalida e riconoscimento; provo una profonda gioia ma anche una certa trepidazione, ma soprattutto il forte desiderio di condividere il mio lavoro con un pubblico più ampio.
3. Ci parli delle opere selezionate per questo evento e di cosa spera di trasmettere attraverso di esse:
Le opere che ho selezionato per questo evento esplorano i temi della connessione umana e della natura. Attraverso questi lavori, spero di spingere gli spettatori a riflettere sulle proprie relazioni e sul proprio posto nel mondo.
4. Se potesse incontrare un artista del passato e osservarlo mentre lavora, chi le piacerebbe incontrare?
Se potessi incontrare un artista del passato, sceglierei Zao Wou-Ki. Sarebbe affascinante osservare la sua tecnica, la sua passione, la precisione dei suoi gesti e, soprattutto, capire come riuscisse a imprimere le proprie emozioni su ogni tela.
5. Se dovesse descrivere la sua arte in tre parole, quali sceglierebbe?
Se dovessi descrivere la mia arte in tre parole, sceglierei: introspettiva, emotiva e intensa.
Interview with artist Valeria Kadra, one of the participants in the "Italy Calls the World" event.
On the occasion of the International Exhibition "Italy Calls the World," which will take place in New York from June 21st at the Fridman Gallery, we had the pleasure of interviewing Valeria Kadra, one of the artists selected for this event.

1. To begin, tell our readers when you discovered your passion and how you realized it was a true spiritual need?
I discovered my passion for drawing at a young age. I was an introverted child, and it helped me express my emotions. Later on, I used this passion as a teacher for children living with various disabilities by illustrating stories and everyday life for their development. It brought me a lot of satisfaction and happiness to see them evolve.
After I stopped teaching, a little later in life, I felt a vital need to return to painting. It was so intense that it reflects in the density of my painting style, with different materials and often in relief. I took the path of abstract painting because I felt I could better express both the visible and invisible aspects of my life. Over time, it has become almost a spiritual necessity for me—a kind of meditation.
2. In this New York exhibition, you will be displaying your works digitally on the gallery's giant screen. What does this opportunity mean to you, and what emotions are you experiencing?
The opportunity to display my works on the giant screen of the gallery in New York is both an immense honor and a source of excitement. It is a moment of validation for me, and I feel great joy as well as some tension, but above all, a desire to share my work with a wider audience.
3. Tell us about the works selected for this event and what you hope to convey through them:
The works I have selected for this event explore themes of human connection and nature. Through these pieces, I hope to inspire viewers to reflect on their own relationships and their place in the world.
4. If you could meet an artist from the past and observe their work, who would you like to meet?
If I could meet an artist from the past, it would be Zao Wou-Ki. Observing his technique, passion, and precision of gesture, and especially understanding how he integrated his emotions into each canvas would be fascinating.
5. If you had to describe your art in three words, which ones would you choose?
To describe my art in three words, I would choose: introspective, emotional, and intense.