Intervista all'artista Silvana Reljic Mihaljevic, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"
di Francesca Callipari
In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Silvana Reljic, tra gli artisti selezionati per questo evento in videoesposizione.

1. Silvana Benvenuta, per iniziare racconta ai nostri lettori quando hai scoperto la tua passione e come hai capito che era per te un vero e proprio bisogno dell'anima?
Già giovanissima avevo una particolare predilezione per l'arte e ho iniziato a partecipare ad alcune mostre scolastiche. Arrivata in Italia ho coltivato la passione per la pittura sotto la guida di alcuni maestri della provincia di Treviso.
Attraverso l'arte posso esprimere me stessa. Per me è uno strumento per veicolare bellezza e sentimenti positivi: un modo per comunicare gioia di vivere e guardare il mondo con colori vivaci.
2. In questa mostra a New York, esporrai le tue opere in maniera digitale nel maxischermo della galleria, cosa rappresenta per te questa possibilità e quali emozioni stai provando?
È per me un profondo onore presentare le mie opere in una metropoli iconica e multiculturale come New York. Sono entusiasta di varcare i confini continentali e condividere la mia visione artistica attraverso il linguaggio del digitale, una dimensione che permette all'arte di connettersi oltre ogni distanza fisica.
Portare il mio lavoro oltreoceano, nel cuore pulsante dell'arte contemporanea, è un sogno che si realizza!
Desidero ringraziare i curatori per questa opportunità e non vedo l'ora di condividere la mia visione con il pubblico internazionale in un contesto così stimolante.

3. Il titolo dell'evento, "Italy Calls the World", evoca un ponte culturale necessario. Cosa ti ha spinto ad aderire a questo progetto e quale aspetto di questo progetto senti più vicino alla tua ricerca?
Ciò che mi ha spinto ad aderire a 'Italy Calls the World' è l'idea che l'arte non debba avere confini, né geografici né fisici. In un momento storico in cui è fondamentale costruire ponti, ho sentito il desiderio di rispondere a questa 'chiamata' portando la mia identità artistica in un contesto globale come New York.
In un mondo sempre più frenetico, sento l'esigenza di offrire una prospettiva diversa: un invito a rallentare e dedicare del tempo a se stessi, a riscoprire una connessione umana con la natura con un pizzico di fantasia; per questo scelgo temi legati all'acqua e dipingo il mare e le cascate.
4. New York è una città che non si ferma mai. Cosa pensi che il pubblico newyorkese possa trovare di "necessario" o rigenerante nella tua arte?
Le mie opere, con i loro colori vivaci e vibranti, nascono per trasmettere energia e vitalità: spero che questa forza cromatica possa risuonare anche attraverso il mezzo digitale, invitando il pubblico di New York a prendersi un momento di pausa per sognare e lasciarsi trasportare dal mio racconto visivo. In una città dominata dal cemento, la mia proposta vuole essere un invito al ritorno ai colori della natura e una pausa dal caos della metropoli.

5. Parlaci delle tue opere selezionate per questo evento e di ciò che vorresti trasmettere attraverso di esse.
Le mie opere parlano di evasione e della forza prorompente della natura. Il quadro sulle cascate è un omaggio alla mia terrà natale e si ispira alle cascate di Plitvice. Il mare e l'acquatico mi affascinano e mi riempiono di gioia e con i miei quadri cerco di trasmettere questa emozione; ma in mare si sa non mancano le turbolenze e le avventure, per questo arriva anche la nave dei pirati. Buon viaggio!