Intervista all'artista Nicola Morea, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"

28.04.2026

di Francesca Callipari

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare il Maestro Nicola Morea, tra gli artisti selezionati per questo evento.
Nicola Morea - Nebulosa / Coll. Flow Art
Nicola Morea - Nebulosa / Coll. Flow Art

1. · Nicola, la sua biografia racconta di un bivio decisivo nel 1973, quando decise di abbandonare il calcio per dedicarsi esclusivamente alla pittura. A distanza di anni, come descriverebbe quel passaggio? C'è qualcosa di quel "dinamismo" agonistico che è poi confluito nel suo modo di vivere l'arte e approcciarsi ad essa?

Direi che l'unica cosa in comune sia la creatività. Ero un centrocampista con i piedi buoni e creavo occasioni da gol per i miei compagni.

Dai primi passi con la tavolozza in legno costruita dal falegname di Mola fino alle stamperie di Marisa Salomone, il suo percorso è intriso di "saper fare" artigianale. In un mondo dell'arte che oggi punta molto sul concettuale, quanto conta per lei la padronanza tecnica e il rapporto fisico, quasi carnale, con gli strumenti del mestiere?

Ritengo che in pittura la creatività si acquisisca con il mestiere. Quindi, più conosci i mezzi, le tecniche, etc. più hai possibilità di ampliare i tuoi orizzonti. 

3. Il colore è il "protagonista principale della sua esistenza". Nelle sue opere recenti vediamo una continua evoluzione verso forme più fluide e vibranti. Come sono cambiati i suoi "occhi" e la sua sensibilità cromatica attraversando i decenni e le trasformazioni sociali che ha vissuto?

Due sono i capisaldi della pittura: l'innovazione e il colore. In questa fase della mia pittura, che si ispira alla filosofia di Bauman, il colore diventa il protagonista assoluto anche per le implicazioni e le suggestioni che riesce a trasmettere a chi guarda le mie opere. 

4. Partecipare alla mostra "Italy calls the world" significa rappresentare l'identità artistica italiana in uno dei cuori pulsanti dell'arte mondiale. Con quale messaggio o emozione spera che il pubblico cosmopolita di Manhattan accolga la sua opera?

In realtà, non è la prima volta che espongo a New York. Ho già esposto nel 2005 alla Agorà Gallery e nel 2024 ho esposto 5 opere a Times Square con la Galleria M.a.d.s. di Madrid. Mi auguro che anche questa volta le risposte siano positive!

5. A New York esporrà l'opera "Nebulosa - Arch. 38-26". In questo lavoro, la tecnica del flow art sembra creare un microcosmo in espansione, dove l'oscurità del blu profondo è squarciata da bagliori acidi di verde, arancio e bianco. Cosa rappresenta per lei? 

Per me rappresenta il mistero della nostra esistenza, della scoperta dell'ignoto, del mito di Ulisse, che ha sempre contraddistinto l'umanità...


Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo prossimo evento a New York e attraverso il suo sito.


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