Arte e Materia: le rinascite cromatiche di Raffaella Capano illuminano New York

18.05.2026

di Francesca Callipari

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Raffaella Capano tra gli artisti selezionati per questo evento in videoesposizione.
Solo nelle tue mani
Solo nelle tue mani

1. Per iniziare racconta ai nostri lettori quando hai scoperto la tua passione e come hai capito che era per te un vero e proprio bisogno dell'anima?

La mia passione per l'arte nasce da molto lontano, quasi in modo naturale. Sono nata a Napoli, davanti al mare, in una famiglia dove la sensibilità artistica era presente nella quotidianità. Fin da bambina sentivo il bisogno di esprimermi attraverso la musica, i colori, le emozioni. Per anni ho custodito questa parte di me in silenzio, fino a quando ho capito che creare non era semplicemente una passione, ma un bisogno profondo dell'anima.

Dipingo perché attraverso il colore riesco a trasformare emozioni, ferite, rinascite e luce in qualcosa che possa arrivare anche agli altri.

Dal 2015 ho iniziato un percorso artistico più intenso, partendo anche dal restyling e dalla decorazione, fino ad arrivare alla pittura astratta e materica che oggi rappresenta pienamente il mio linguaggio.

Ogni mia opera nasce da un'emozione reale: non dipingo ciò che vedo, dipingo ciò che sento.


The golden tear
The golden tear

2. In questa mostra a New York, esporrai le tue opere in maniera digitale nel maxischermo della galleria, cosa rappresenta per te questa possibilità e quali emozioni stai provando?

Per me questa opportunità rappresenta un traguardo importantissimo, ma soprattutto un messaggio: i sogni possono attraversare oceani.

Pensare che le mie opere arriveranno a New York, in una città simbolo di energia, evoluzione e contaminazione culturale, mi emoziona profondamente. Anche se in formato digitale, sento che ogni colore porterà con sé una parte autentica della mia anima.

Sto vivendo tutto questo con gratitudine, entusiasmo e anche con quella sana emozione che si prova davanti alle cose che possono cambiarti dentro. È come se una parte del mio percorso, fatto di ricerca, sacrifici e rinascita, stesse trovando una voce internazionale.

E sapere che le mie opere verranno proiettate in un maxischermo mi dà la sensazione di amplificare le emozioni che cerco di trasmettere attraverso l'arte.


3. Il titolo dell'evento, "Italy Calls the World", evoca un ponte culturale necessario. Cosa ti ha spinto ad aderire a questo progetto e quale aspetto di questo progetto senti più vicino alla tua ricerca?

Quello che mi ha colpito di questo progetto è proprio l'idea del ponte: l'arte che supera confini geografici, linguistici ed emotivi. Ho aderito perché credo profondamente che l'arte debba creare connessioni vere tra le persone.

Viviamo in un mondo velocissimo, dove spesso si perde il contatto con ciò che si prova davvero, e io sento che il compito dell'arte sia anche quello di riportare l'essere umano verso l'emozione autentica. 

Mi sento molto vicina all'idea di un'Italia che dialoga con il mondo attraverso sensibilità, creatività e identità. Nelle mie opere convivono forza e fragilità, materia e luce, caos e rinascita: elementi che parlano un linguaggio universale.

Kintsughi of the soul
Kintsughi of the soul


4. New York è una città che non si ferma mai. Cosa pensi che il pubblico newyorkese possa trovare di "necessario" o rigenerante nella tua arte?

Credo che oggi, in una realtà così veloce e intensa come New York, ci sia un enorme bisogno di fermarsi anche solo per un istante a sentire. La mia arte non vuole imporre un messaggio preciso, ma creare uno spazio emotivo in cui le persone possano ritrovarsi. Attraverso il colore, le texture materiche e i dettagli luminosi, cerco di trasmettere energia, introspezione e rinascita. 

Forse ciò che il pubblico newyorkese potrebbe trovare nella mia arte è proprio questo: un momento di connessione emotiva autentica in mezzo al rumore del mondo. Un respiro. Una vibrazione. Una sensazione di luce anche dentro le proprie fragilità.


5. Parlaci delle tue opere selezionate per questo evento e di ciò che vorresti trasmettere attraverso di esse.

Le opere selezionate rappresentano diverse sfumature del mio percorso artistico ed emotivo. Ogni tela nasce da un'esperienza vissuta, da un'emozione trasformata in materia, movimento e luce.

Utilizzo spesso contrasti tra colori intensi, fluidità e inserti luminosi perché amo l'idea che anche dalle parti più complesse della vita possa emergere qualcosa di prezioso. Attraverso queste opere vorrei trasmettere forza, sensibilità e rinascita.

Vorrei che chi le osserva potesse sentirsi libero di interpretarle attraverso il proprio vissuto, trovando magari una parte di sé dentro quei colori. Per me l'arte più potente è quella che non si limita a essere guardata, ma che riesce a essere sentita.


Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo evento e sui social...

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