Canova, Thorvaldsen e la nascita della scultura moderna. In mostra a Milano...

25.10.2019

di Francesca Callipari

MILANO - Inaugurata il 24 ottobre rimarrà aperta fino al 15 marzo alle Gallerie d'Italia la grande mostra "Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna", realizzata in collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Thorvaldsen di Copenaghen. 160 le opere in mostra. 

"Ci vuol altro che rubbare qua e là da pezzi antichi e raccozzarli assieme senza giudizio, per darsi valore di grande artista. Conviene studiare dì e notte su' greci esemplari, investirsi del loro stile, mandarselo in mente, farsene uno proprio coll'aver sempre sott'occhio la bella natura con leggervi le stesse massime"

(Antonio Canova)

"[...] Gli sembrava anzi pericoloso ed inutile cercare nel vero le leggi e i principii dell'arte, quando già si erano concretati nella statuaria greca, dalla quale conveniva derivarli"
(su Bertel Thorvaldsen Salomon Reinach)

Canova e Thorvaldsen: due geni indiscussi della scultura neoclassica, due approcci diversi eppur tanto simili, attivi a Roma nel periodo compreso tra fine Settecento e la prima metà dell'Ottocento. L'uno italiano, l'altro danese. Sono loro i protagonisti della grande mostra che, inaugurata il 24 ottobre 2019, si protrarrà alle Gallerie d'Italia fino al 15 Marzo 2020.

L'eccezionale allestimento, che si compone di ben 160 opere, è a cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca ed è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Thorvaldsen di Copenaghen. Numerosi anche i prestiti concessi da musei e collezioni private italiani e stranieri, tra i quali: la Biblioteca Apostolica Vaticana, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca di Brera e la Pinacoteca della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, il Metropolitan Museum di New York, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, le Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Un'importante nucleo di opere proviene poi dal Museo e Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, città natale dell'artista.

Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen sono stati spesso accostati tra loro per stile e tecniche, complice anche una certa rivalità che nacque tra i due quando entrambi si trovavano a Roma. Canova vi si era trasferito nel 1781 da Venezia, mentre il danese Thorvaldsen vi arrivò nel 1797 da Copenaghen.
Nei decenni successivi, quando avevano ormai raggiunto una certa fama e Roma era divenuta la sede della scultura moderna, i due si "sfidavano" affrontando gli stessi motivi e soggetti, di cui davano ognuno la propria originale interpretazione, apportando importanti rinnovamenti alle tecniche in uso, tanto da essere ricordati oggi come i "classici moderni" che furono in grado di reinventare la scultura.

L'esposizione riunisce per la prima volta in un'unica sede i loro inestimabili capolavori e ci offre la straordinaria occasione di conoscere più da vicino la loro opera, in un confronto diretto tra le diverse interpretazioni rese dai due scultori sulle stesse tematiche e soggetti.

Come sottolinea Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo: "questa mostra rappresenta un traguardo di grande significato nel percorso di valorizzazione dell'arte e della cultura italiana intrapreso dalle nostre Gallerie d'Italia; è un percorso che assume sempre maggiore rilevanza internazionale. Per la prima volta sono presentate al pubblico in un confronto diretto le opere dei due grandi scultori ed è possibile ammirare, in un accostamento e dialogo del tutto inedito, alcuni tra i maggiori capolavori dell'arte di tutti i tempi. La nostra banca conferma anche con questa mostra l'orgoglio di trasfondere in un impegno quotidiano la propria fiducia nei valori universali della cultura e della bellezza".

Entrambi gli scultori sono riusciti ad elevare la scultura al di sopra di tutte le altre arti mostrando un'attenzione al passato che in Canova si traduce in una grazia e levigatezza del marmo tale da riuscire a rendere la morbidezza della carne e la trasparenza dei tessuti; mentre in Thorvaldsen dà luogo ad una reinterpretazione più austera e nostalgica della classicità.
Interpreti insigni del Neoclassicismo - e in quanto tali impegnati nella ripresa dei canoni antichi della statuaria greca - questi artisti hanno saputo tuttavia non solo rinnovare la scultura, sostenuti da mecenati illustri come Napoleone Bonaparte, ma anche formare moltissimi altri artisti che, dopo aver lavorato presso le loro botteghe, continuarono a mantenere alto il livello della scultura seguendo i loro insegnamenti.

La mostra, divisa in 17 sezioni, coinvolge l'osservatore immergendolo in una sorta di olimpo di marmo in cui si dispiegano le loro statue più belle e propone in parallelo una panoramica sul periodo storico e sugli ambienti in cui i due scultori operavano. Bellissimi i dipinti che raffigurano le botteghe dell'epoca o il trasporto dei marmi, e illustrano così le difficoltà con le quali si portavano a termine le opere, veri e propri capolavori capaci di resistere alle ingiurie del tempo e ancora perfettamente in grado di manifestarsi, in tutta la loro bellezza, sotto i nostri occhi.

INFO

Canova | Thorvaldsen, La nascita della scultura moderna.
Dal 25 ottobre 2019 al 15 marzo 2020
Gallerie d'Italia
Piazza della Scala 6 - Milano

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