Olympus Arts Awards: intervista a Patrizia Faiello
di Francesca Callipari
Il 13 febbraio, il Museo d'Arte e Scienza di Milano ospiterà la cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards. Tra i 10 nomi selezionati per la Sezione Poesia spicca quello di Patrizia Faiello, giornalista, addetta stampa e poetessa, nota per la sua pluriennale esperienza nel mondo dello spettacolo e della comunicazione.

La poesia come atto di alleanza
Patrizia, essere stata selezionata tra i 10 vincitori degli Olympus Arts Awards è un traguardo che certifica il valore del tuo percorso. Oltre all'orgoglio per il premio, però, cosa si prova a vedere i propri sentimenti più intimi — come l'amore per tua figlia o il dialogo con la tua anima — ricevere un riconoscimento così prestigioso?
«Ricevere questo premio è stato disarmante, perché queste poesie non sono nate per un concorso, ma dal bisogno di custodire ciò che ho di più caro. Oltre all'orgoglio, provo una profonda gratitudine. Vedere che il mio amore per mia figlia o il dialogo con la mia Anima hanno ottenuto un riconoscimento così prestigioso mi conferma che la vulnerabilità non è una debolezza. Sapere che sentimenti così privati sono arrivati al cuore di altri mi fa sentire capita nel profondo. In fondo il premio più grande non è il trofeo, ma il fatto che questi versi, nati nell'intimità della mia casa, ora abbiano una vita propria e parlino a tutti.»
Nella tua professione di giornalista devi essere oggettiva e attenta ai dettagli della cronaca, mentre come poetessa ti immergi totalmente nel soggettivo e nell'anima. Ti capita mai che queste due "penne" si scambino il posto? Ovvero, la poesia ti aiuta a essere una giornalista più empatica, o il giornalismo ti spinge a cercare una poesia che sia più vicina alla vita vera delle persone?
«Più che scambiarsi il posto direi che le mie due penne si completano. Non sono due mondi separati: il giornalismo mi ha insegnato la responsabilità verso la parola, ogni termine ha un peso e una conseguenza. Questo impedisce alla mia poesia di essere astrazione e di cercare l'essenza delle cose. La poesia mi aiuta a essere una giornalista più umana, capace di ascoltare non solo le parole, ma anche i silenzi e le emozioni delle persone che incontro. È un equilibrio che nasce dalla necessità di non restare indifferente alla realtà guardandola invece con occhi più coraggiosi.»

In entrambi i testi emerge un fortissimo senso di alleanza: prima quella con tua figlia ("ti sono stata sempre accanto") e poi quella con la tua stessa anima. Secondo te, la poesia può aiutare le persone a sentirsi meno sole e a trovare quella forza per "mai fuggire" di fronte alle difficoltà?
«Assolutamente sì. La poesia è per definizione un atto di alleanza. Quando scrivo "ti sono stata sempre accanto" a mia figlia, o quando celebro il patto con la mia anima, sto lanciando un messaggio di resistenza. In un mondo che corre e che spesso ci invita a fuggire dalle difficoltà o dal dolore, la poesia ci costringe a fermarci e ad entrare con impeto in quel momento. Leggere o scrivere versi è un modo per dirsi: "Io sono qui, resto qui". Spero che chi legge le mie poesie possa sentire la stessa protezione che io provo quando le scrivo: quella "scorza" di cui parlo nei versi, che non serve a chiudersi, ma a resistere ai colpi del mondo.»
Usi immagini molto dolci, come la "piuma su un cielo dorato" o il "fiore più bello". C'è un legame tra la tua scrittura e la bellezza della natura o della musica? Ti capita di scrivere lasciandoti ispirare da un paesaggio o da una melodia particolare?
«La mia scrittura nasce da ciò che vedo e respiro ogni giorno; è quel bisogno, direi incontrollabile, di fermare un istante che mi ha colpita. Se uso immagini come la piuma o il cielo dorato è perché ho imparato a cercare il bello anche nelle piccole cose, per non lasciarmi travolgere dalla frenesia. Per me la natura e la musica non sono sfondi, ma compagne di viaggio: spesso scrivo proprio mentre ascolto un brano che mi emoziona o mentre osservo un tramonto che mi toglie il fiato. In quei momenti, le parole arrivano da sole, seguendo il ritmo di quello che sto provando. Non invento nulla, cerco solo di tradurre in poesia la vita vera, con tutta la sua dolcezza e la sua malinconia.»

Dopo questo importante riconoscimento quali sono i tuoi prossimi progetti? Ti vedremo impegnata in qualche raccolta poetica o magari in un progetto che unisca il giornalismo e la poesia?
«Questo premio è per me un nuovo punto di partenza, non di arrivo. Mi ha dato il coraggio di pensare a un progetto editoriale più importante, magari una raccolta poetica che raccolga questo percorso introspettivo. Mi piacerebbe molto sperimentare una forma di "giornalismo poetico": un modo di raccontare storie di vita, di resilienza e di cronaca sociale attraverso una lente più lirica ed empatica. Continuare a scrivere, insomma, cercando sempre quel punto di incontro dove la realtà incontra l'anima.»
Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano