Olympus Arts Awards: intervista a Lisa Sabbadini
di Ilaria Rippa
Il 13 febbraio, il Museo d'Arte e Scienza di Milano ospiterà la cerimonia degli Olympus Arts Awards, diretti dalla critica d'arte Francesca Callipari. Tra i 30 selezionati della Sezione Arti Visive spicca il nome di Lisa Sabbadini, artista che emerge per la sua capacità di fondere perizia tecnica e introspezione psicologica.

L'essenza oltre il colore: Il mondo pittorico di Lisa Sabbadini.
1. «Ascoltami», è il titolo dell'opera con cui ti sei candidata al Premio Olympus Arts Awards. Rappresenta una donna di spalle, riflessa in uno specchio. A chi si riferisce il titolo del dipinto? Si potrebbe interpretare come un dialogo intimo della protagonista con se stessa?
«Tutti i miei dipinti rappresentano, forse in parte, la mia interiorità. Quando dipingo mi sento libera di esprimere le mie fragilità, legate non a una "paura" del giudizio altrui, ma forse più intime e profonde che a volte possono invadere e destabilizzare, anche solo temporaneamente, l'apparente sicurezza che mostriamo al mondo esterno. Il dipinto, in effetti, vuole essere un dialogo con noi stessi, con la parte che magari non mostriamo apertamente, ma è presente e nel dipinto è rappresentata dall'ombra scura e volutamente sfocata nello specchio. Questa presenza colpisce con la mano il vetro dello specchio perché necessita di essere vista, compresa. È un invito ad andare oltre lo sguardo, dove l'intimità incontra il proprio "io" vero, dove si smette di parlare e si inizia ad ascoltare. Ho voluto inserire la farfalla, che in questo caso diventa simbolo di transizione che nasce appunto dal coraggio di ascoltarsi. Il dipinto rappresenta un passaggio da quello che siamo, a ciò che invece potremmo diventare o essere, dove il cambiamento spaventa, ma scuote e ci invita ad agire.»
2. Quanto è importante la scelta dei colori in generale nelle tue opere e in questa in particolare?
«La maggioranza dei miei dipinti, sono acromatici con un particolare realizzato a colori, che può variare a seconda dell'elemento o simbolo che ho la necessità di valorizzare. L'elemento a colori nei miei dipinti acquista quindi un'importanza cruciale perché nasconde il messaggio principale. Il dipinto "Ascoltami" invece è volutamente tutto a colori, perché ogni elemento presente, ha un preciso messaggio ed è la globalità di questi elementi che portano a comprenderne il vero significato.»
3. Cosa volevi fare da bambina? L'arte ha sempre occupato un posto nella tua vita?
«Non ricordo precisamente cosa volevo fare da bambina..l'arte è entrata nella mia vita in età preadolescenziale, quando cominci ad interrogarti su te stesso, sul significato e l'essenza della vita. Sono sempre stata una persona particolarmente introversa, dove la capacità di esprimere le mie emozioni spesso risultava difficile, soprattutto in quella fase. L'arte, la pittura è diventata per me lo strumento per esprimermi. I miei messaggi sono sinceri, ma solitamente velati, mi piace lasciare alle persone la possibilità di una diversa interpretazione di ciò che vedono.»
4. Potresti definire "fare arte" un bisogno?
5. Cosa rappresenta per te, essere stata selezionata tra i trenta vincitori del Premio Olympus Arts Awards ed esporre a Milano, al Museo MAS Arte e Scienza?
«Essere stata selezionata tra i 30 vincitori del Premio Olympus Art Awards rappresenta un traguardo molto importante per me. Sono felice che il mio lavoro sia apprezzato e valorizzato. Ci tengo a ringraziare tutta l'organizzazione perché questa selezione rappresenta una grande opportunità di crescita personale e artistica.»
Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano