Olympus Arts Awards: intervista a Elvira Muscarella

06.02.2026

di Francesca Callipari

Il 13 febbraio, il Museo d'Arte e Scienza di Milano ospiterà la cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards. Tra i 10 nomi selezionati per la Sezione Poesia vi è anche quello di Elvira Domenica Muscarella che qui conosciamo meglio attraverso questa intervista.

1. Elvira, essere stata selezionata tra i 10 vincitori degli Olympus Arts Awards è un traguardo che certifica il valore del tuo percorso. Come ti senti all'idea che le tue poesie saranno esposte in una location importante come il Museo d'Arte e Scienza di Milano?

« Sono davvero emozionata e onorata. È una sensazione intensa: le mie poesie nascono spesso in spazi molto intimi, e vederle approdare in una location così importante mi fa sentire vulnerabile, ma orgogliosa del loro percorso. »

2. Nella tua poesia Desidero l'amore vero, descrivi un sentimento che non si limita all'emozione, ma "vive nell'azione". In un'epoca segnata da conflitti e indifferenza, ritieni che la poesia debba essere una forma di attivismo sociale o un rifugio per l'anima?

« Per me la poesia nasce come un bisogno dell'anima, ma non resta chiusa lì. In "Desidero l'amore vero" l'amore è qualcosa che va vissuto e scelto ogni giorno. In un tempo segnato da conflitti e indifferenza, la poesia è prima di tutto una forma di umanità, ma proprio perché parla al cuore può diventare anche una forma di resistenza silenziosa, che si trasforma in attenzione e cura verso gli altri. »

3. Colpisce molto la tua attenzione verso "le anime abbandonate sotto i portici". Qual è, secondo te, la parola "non detta" che l'umanità deve recuperare con urgenza per tornare a vedere l'altro come un dono e non come un nemico?

« Credo che la parola non detta sia "ascolto". Non l'ascolto frettoloso o distratto, ma quello che si ferma e accoglie, anche quando mette a disagio. Le "anime abbandonate sotto i portici" spesso non chiedono soluzioni, ma di essere viste. Recuperare l'ascolto significa riconoscere l'altro come presenza e non come problema. È da lì che può rinascere uno sguardo capace di vedere l'altro come un dono e non come una minaccia. »

4. Passando a Davanti all'infinito mare, la prospettiva si sposta dall'umanità al cosmo. Usi un'immagine bellissima: "ogni sguardo una ferita di luce". Perché la bellezza dell'infinito ci ferisce?

« La bellezza dell'infinito ci ferisce perché ci supera. Davanti al mare, al cielo, al cosmo, sentiamo tutta la nostra fragilità e allo stesso tempo un richiamo potente. È una ferita di luce perché non fa male per distruggere, ma per aprire: ci ricorda che siamo umani, ma anche capaci di desiderare l'eterno. In questo contrasto nasce lo stupore, ed è lì che nasce una verità profonda sull'essere umano. »

5. Prossimi progetti in programma o sogni che vorresti realizzare?

« Il mio sogno è scrivere un libro di poesie che possa arrivare a tutti. Un libro che parli con parole semplici, ma profonde, a chi si riconosce nel desiderio, nella fragilità, nella ricerca di senso. Più che un progetto preciso, è una direzione: continuare a scrivere per creare uno spazio in cui chi legge possa sentirsi meno solo. »


Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano   

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