Olympus Arts Awards: intervista a Daniela Usai
di Ilaria Rippa
Il 13 febbraio, la prestigiosa cornice del Museo d'Arte e Scienza di Milano farà da scenario alla cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards, un evento di respiro internazionale curato dalla storica e critica d'arte Francesca Callipari. Tra i vincitori per la Sezione Arti Visive brilla il talento di Daniela Usai, un'artista capace di tessere un dialogo profondo tra l'astrazione e l'anima.

Daniela Usai: una danza tra materia e spirito
1. "Nei miei pensieri" è l'opera con cui hai partecipato e vinto il Premio Olympus Arts Awards, ti andrebbe di raccontarcela?
« Buongiorno, innanzitutto volevo ringraziarvi di cuore per questo premio; sono davvero molto felice che la mia opera sia stata apprezzata.
NEI MIEI PENSIERI è una stampa fotografica su metallo 50x50 inserita in una cornice in acciaio lucido e satinato 90x90, che non è solo una cornice ma diventa parte integrante dell'opera poiché ne riprende le linee ed espande l'immagine di base, dandole respiro e forza. La scelta del metallo come supporto di stampa è coerente con le indicazioni del Focus n° 2 al quale è ispirata, poiché la peculiarità di questo materiale è che diventa cangiante e si illumina quando viene colpito dalla luce, naturale o artificiale che sia, dando all'immagine un effetto di vitalità e movimento che altri supporti non avrebbero dato.
L'immagine di base consiste nel riflesso dei rami di un albero nell'acqua di un lago, dopo che un sasso lanciato di proposito ha mosso la superficie creando cerchi concentrici. Il file di partenza è stato poi girato dal positivo al negativo, così che le parti scure diventassero bianche e viceversa. In questo modo si sono create delle strisce chiare che nella stampa su metallo diventano vere e proprie scie luminose. La cornice a giorno è stata progettata e disegnata ad arte partendo dal pannello di base e realizzata da un artigiano. Come tutti i miei lavori anche quest'opera è e rimarrà un pezzo unico. Infatti come scelta artistica personale mi riservo di poter utilizzare il file fotografico per realizzare altre opere, ma forma, dimensioni, supporto di stampa o quant'altro dovranno essere diversi, affinché ogni opera prodotta resti unica nel suo genere.»
2. Cosa rappresenta per te, essere stata selezionata tra i trenta vincitori del Premio Olympus Arts Awards ed esporre a Milano, al MAS Museo d'Arte e Scienza?
« La partecipazione a questo concorso e la successiva selezione che mi ha indicata tra i trenta artisti vincitori per esporre in presenza al MAS di Milano è stata per me particolarmente significativa. Ho partecipato ancora ad altre mostre in città importanti, ma è la prima volta che le mie opere sono state valutate da una giuria che ha apprezzato il mio lavoro e l'ha ritenuto meritevole di essere esposto in una sede così prestigiosa. Per me è davvero motivo di grande soddisfazione ed orgoglio.»

3. La fotografia è sempre stata parte della tua vita o c'è stato un momento che ha segnato il vostro incontro?
« All'inizio della mia carriera artistica mi sono dedicata prevalentemente al disegno e alla pittura con l'utilizzo di materiali e tecniche di vario genere e la fotografia faceva parte di questa sperimentazione, ma ero sempre alla ricerca di qualcosa che rendesse il mio lavoro unico e che mi desse possibilità di trovare forme diverse per esprimere la mia creatività.
La fotografia unita all'utilizzo di vari supporti di stampa come il metallo ma anche la tela, carte di vario genere, materiale plastico o plexiglass, ognuno con le sue caratteristiche che inevitabilmente trasferiscono all'immagine, proprio come per l'opera in oggetto, mi ha permesso di trovare forme sempre diverse per esprimere la mia arte in modo nuovo e personale.
Se devo scegliere un momento particolarmente significativo del passaggio alla macchina fotografica come mezzo espressivo, è stato quando qualche anno fa un fotografo mi ha detto che il suo desiderio era usare la macchina fotografica come un pennello. Questa frase è stata illuminante per me e mi ha spinto ad usare questo mezzo in modo informale e alternativo.»
4. Quanto c'è dei tuoi pensieri nelle tue opere?
«Nelle mie opere ci sono tutti i miei pensieri. Ogni opera nasce da una suggestione, dal desiderio di trasmettere un'emozione, uno stato d'animo, un'atmosfera che mi appartiene.
Quando esco a fotografare non ho un obiettivo preciso, non so cosa e soprattutto se farò delle fotografie. Talvolta mi succede che qualcosa attiri la mia attenzione: una forma, un riflesso, una particolare atmosfera...ed allora scatto. Questi file fotografici nascono da dentro e rimangono nella mia memoria... non solo in quella del PC ma soprattutto in quella emotiva. In seguito, anche a distanza di mesi o anni, queste immagini le trasformo scegliendo un preciso particolare, la sua forma, il supporto di stampa ...in base a ciò che l'immagine stessa mi suggerisce e a ciò che in quel momento voglio trasmettere. Spesso le cornici, progettate e realizzate artigianalmente, diventano parte della realizzazione dell'opera e ne esaltano la forza espressiva. Ed è per questo che lo stesso file fotografico può trovare più soluzioni, diventando di volta in volta un'opera differente ed unica.»
5. Fotografia a colori o in bianco e nero: cosa scegli? E perchè?
« Dipende dal momento o dal periodo che sto vivendo. Attualmente sono affascinata dal bianco e nero, che può essere molto grafico se si esaltano i contrasti di luce ma che, se fotografato in un certo modo, restituisce immagini simili a disegni a carboncino; oppure dall'uso dei negativi che danno all'immagine un'ambientazione e una suggestione molto diversa dalla stampa in positivo... e infatti ultimamente sto lavorando in tal senso.
Ma come ho detto dipende dal periodo, infatti la quasi totalità delle mie opere sono a colori per cogliere l'infinita varietà di toni e sfumature che la natura ci regala, così tante e inaspettate da sembrare incredibili. Penso a certe immagini di acqua che contengono un'intera gamma di verdi, gialli, marrone, azzurri o a certe ambientazioni tono su tono che ci regala la foschia d'autunno. Io lavoro principalmente estrapolando da un'immagine un particolare che ritengo più significativo ed è con questa modalità che riesco a cogliere quegli elementi pittorici che in una scena più ampia possono sfuggire. Mettere in luce e dare valore alle piccole cose, trovare bellezza ed armonia laddove in una visione d'insieme passano inosservate... questo è quello che mi piace fare con la fotografia. A colori o in bianco e nero è solo una questione secondaria.»
Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano