Olympus Arts Awards: intervista a Carmelina Parello
di Ilaria Rippa
Il 13 febbraio, la prestigiosa cornice del Museo d'Arte e Scienza di Milano farà da scenario alla cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards, un evento di respiro internazionale. Tra i 30 artisti vincitori Carmelina Parello, premiata per la profondità della sua ricerca artistica, capace di trasformare la luce e il colore in un linguaggio universale che parla direttamente all'anima.
Carmelina Parello: Il Ritmo della Natura e l'Armonia del Colore

1. Come nascono le tue opere? Se gli si potesse attribuire un carattere, le definiresti impulsive o riflessive?
«Le mie opere nascono spesso da un'emozione o da un dettaglio della realtà, che cattura la mia attenzione. Se dovessi dar loro un carattere, le definirei riflessive. Ogni segno è il risultato di una stratificazione di pensieri. Mi piace che l'opera maturi nel tempo, attraverso una gestazione lenta e consapevole.»
2. Potresti definire "fare arte" un bisogno?
«Assolutamente sì. Per me l'arte non è un semplice passatempo, ma una necessità vitale, quasi fisiologica. È il mio modo di processare il mondo e di comunicare ciò che a parole resterebbe inespresso. Senza la creazione artistica, sentirei mancare uno strumento fondamentale di comprensione della mia stessa esistenza.»

3. Ci sono dei temi ricorrenti all'interno delle tue opere? Da cosa sei ispirata nella creazione delle tue opere?
«I temi ricorrenti nel mio lavoro sono la natura, l'identità e la psicologia umana. Cerco di raccontare il mondo interiore attraverso lo studio dei contrasti e della luce. Sono affascinata da come la luce possa svelare la psicologia dei soggetti; un concetto che emerge chiaramente nel mio quadro 'Luce e Colori', dove le cromie diventano strumenti d'indagine emotiva. Per me l'ispirazione è una presenza imprevedibile: nasce dal ritmo di una musica, da un verso poetico o da un riflesso malinconico. Trovo inoltre una profonda connessione con lo spirito sportivo: l'atleta che sfida la montagna o la velocità non è diverso dall'artista davanti alla tela. Entrambi cercano un equilibrio perfetto tra forza interiore e resistenza, tra sforzo e bellezza, in una tensione costante verso il superamento del proprio limite.»
4. Quanto è importante la scelta dei colori? Qual è o quali sono i tuoi preferiti?
«Il colore è il linguaggio emotivo della mia opera. Non lo considero mai una scelta puramente estetica, bensì un veicolo simbolico capace di orientare la percezione e l'intensità stessa del lavoro. Prediligo le tonalità vibranti perché mi permettono di imprimere sulla tela energia e movimento, trasformando la materia in emozione pura. In questa fase del mio percorso, la mia ricerca si concentra sull'armonia tra l'azzurro, il giallo e le delicate gradazioni del rosa e del bianco:
L'azzurro apre l'orizzonte e distende lo sguardo, evocando il respiro dell'eterno.
Il giallo vibra e illumina, portando quella vitalità che non si spegne.
Il rosa e il bianco portano con sé la grazia di una presenza sottile, un'essenza che rimane e fiorisce oltre il tempo. Insieme, questi colori evocano in me sensazioni di libertà e forza, elementi fondamentali del mio processo creativo. Ogni opera diventa così uno spazio di incontro: un luogo dove la luce celebra il legame indissolubile tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere, sospeso in un istante infinito.»
5. Prossimi progetti che vorresti realizzare in ambito artistico?
«Attualmente sto lavorando a una nuova serie dedicata alla delicatezza dei fiori di mandorlo, simbolo di fragilità e forza al tempo stesso. Un tema che mi permette di approfondire la mia ricerca sulla rinascita e la natura. Il mio obiettivo è dare vita a una mostra personale che non sia solo un'esposizione, ma un'esperienza immersiva. Vorrei che i miei prossimi lavori riuscissero a coinvolgere lo spettatore a livello sensoriale, creando un dialogo emotivo profondo tra l'opera e chi la osserva.»
Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano