Olympus Arts Awards: intervista a Carmelina Parello

06.02.2026

di Ilaria Rippa

Il 13 febbraio, la prestigiosa cornice del Museo d'Arte e Scienza di Milano farà da scenario alla cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards, un evento di respiro internazionale.  Tra i 30 artisti vincitori Carmelina Parello, premiata per la profondità della sua ricerca artistica, capace di trasformare la luce e il colore in un linguaggio universale che parla direttamente all'anima.

Carmelina Parello: Il Ritmo della Natura e l'Armonia del Colore 

Carmelina Parello - Rinascita
Carmelina Parello - Rinascita

1. Come nascono le tue opere? Se gli si potesse attribuire un carattere, le definiresti impulsive o riflessive?

«Le mie opere nascono spesso da un'emozione o da un dettaglio della realtà, che cattura la mia attenzione. Se dovessi dar loro un carattere, le definirei riflessive. Ogni segno è il risultato di una stratificazione di pensieri. Mi piace che l'opera maturi nel tempo, attraverso una gestazione lenta e consapevole.»

2. Potresti definire "fare arte" un bisogno?

«Assolutamente sì. Per me l'arte non è un semplice passatempo, ma una necessità vitale, quasi fisiologica. È il mio modo di processare il mondo e di comunicare ciò che a parole resterebbe inespresso. Senza la creazione artistica, sentirei mancare uno strumento fondamentale di comprensione della mia stessa esistenza.»

Carmelina Parello - Luce e colori
Carmelina Parello - Luce e colori

3. Ci sono dei temi ricorrenti all'interno delle tue opere? Da cosa sei ispirata nella creazione delle tue opere?

«I temi ricorrenti nel mio lavoro sono la natura, l'identità e la psicologia umana. Cerco di raccontare il mondo interiore attraverso lo studio dei contrasti e della luce. Sono affascinata da come la luce possa svelare la psicologia dei soggetti; un concetto che emerge chiaramente nel mio quadro 'Luce e Colori', dove le cromie diventano strumenti d'indagine emotiva. Per me l'ispirazione è una presenza imprevedibile: nasce dal ritmo di una musica, da un verso poetico o da un riflesso malinconico. Trovo inoltre una profonda connessione con lo spirito sportivo: l'atleta che sfida la montagna o la velocità non è diverso dall'artista davanti alla tela. Entrambi cercano un equilibrio perfetto tra forza interiore e resistenza, tra sforzo e bellezza, in una tensione costante verso il superamento del proprio limite.»

4. Quanto è importante la scelta dei colori? Qual è o quali sono i tuoi preferiti?

«Il colore è il linguaggio emotivo della mia opera. Non lo considero mai una scelta puramente estetica, bensì un veicolo simbolico capace di orientare la percezione e l'intensità stessa del lavoro. Prediligo le tonalità vibranti perché mi permettono di imprimere sulla tela energia e movimento, trasformando la materia in emozione pura. In questa fase del mio percorso, la mia ricerca si concentra sull'armonia tra l'azzurro, il giallo e le delicate gradazioni del rosa e del bianco:

L'azzurro apre l'orizzonte e distende lo sguardo, evocando il respiro dell'eterno.

Il giallo vibra e illumina, portando quella vitalità che non si spegne.

Il rosa e il bianco portano con sé la grazia di una presenza sottile, un'essenza che rimane e fiorisce oltre il tempo. Insieme, questi colori evocano in me sensazioni di libertà e forza, elementi fondamentali del mio processo creativo. Ogni opera diventa così uno spazio di incontro: un luogo dove la luce celebra il legame indissolubile tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere, sospeso in un istante infinito.»

5. Prossimi progetti che vorresti realizzare in ambito artistico?

«Attualmente sto lavorando a una nuova serie dedicata alla delicatezza dei fiori di mandorlo, simbolo di fragilità e forza al tempo stesso. Un tema che mi permette di approfondire la mia ricerca sulla rinascita e la natura. Il mio obiettivo è dare vita a una mostra personale che non sia solo un'esposizione, ma un'esperienza immersiva. Vorrei che i miei prossimi lavori riuscissero a coinvolgere lo spettatore a livello sensoriale, creando un dialogo emotivo profondo tra l'opera e chi la osserva.»


Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano   

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