Intervista all'artista Anna Yudaeva, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"

28.06.2026

di Elisa Tommasoni

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" inaugurata a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Anna Yudaeva tra gli artisti selezionati per questo evento.

1. Per iniziare la nostra conversazione, puoi parlarci del tuo percorso artistico, hai una formazione accademica o sei autodidatta?

Il mio percorso nell'arte è iniziato in tenera età. A nove anni sono entrata in una scuola d'arte per bambini, che ha gettato le fondamenta del mio linguaggio visivo. Sono cresciuta in un ambiente creativo—mio padre era un designer di abbigliamento maschile—quindi fin dall'infanzia sono stata circondata da una comprensione della forma, della struttura e dell'estetica.

La mia formazione si è sviluppata all'intersezione di diverse discipline, tra cui le belle arti, la moda e la musica. Successivamente ho completato un MBA in Fashion. Questi campi non sono mai esistiti separatamente per me; piuttosto, si sono fusi in una visione unificata che mi ha plasmata come artista multidisciplinare o "ibrida".

Per più di 18 anni ho lavorato como fashion designer e illustratrice di moda. Nel corso del tempo, la mia pratica si è evoluta nel regno dell'alta moda (haute couture), dove l'artigianalità, il dettaglio e l'individualità definiscono il lavoro. In Ucraina sono stata insignita per tre volte del titolo di "Miglior Designer dell'Anno". Sono anche la fondatrice del mio marchio, con il quale creo collezioni couture oltre a immagini sceniche e pubbliche. Il mio lavoro è stato pubblicato su VOGUE e altre testate di moda.

Allo stesso tempo, la pittura è sempre rimasta una parte essenziale della mia identità artistica. Sono profondamente attratta dall'arte figurativa, in particolare dalla forma femminile. Dipingo spesso donne che indossano abiti delle mie stesse collezioni, permettendomi di fondere la moda e le belle arti in un linguaggio visivo unificato.

2. Lavori più su un livello viscerale e intuitivo quando crei le tue opere artistiche, o si tratta di un processo più razionale?

Il mio processo creativo è principalmente intuitivo, guidato dalla percezione interiore e dalla risonanza emotiva. Allo stesso tempo, attribuisco un grande valore alla sperimentazione e continuo a esplorare tecniche miste. Il mio approccio preferito è l'olio su tela utilizzando la spatola in modo scultoreo, costruendo la trama e la forma in modo quasi fisico.

3. Quanto è importante la cultura della tua terra natale (qual è?) nella creazione delle tue opere artistiche?

La cultura della mia terra natale, l'Ucraina, gioca un ruolo significativo nel mio lavoro—attraverso il simbolismo, i codici ornamentali e una distintiva sensibilità per il colore.

Allo stesso tempo, la mia estetica è stata plasmata dalla più ampia tradizione culturale europea, in particolare dall'Austria—Vienna con il suo raffinato patrimonio artistico—oltre che dalla Francia, con il suo senso di eleganza e di alta moda.

L'Italia occupa un posto speciale nella mia ispirazione artistica. Studio la lingua italiana e continuo a esplorare la cultura del Paese—dal suo patrimonio classico fino alla scena dell'arte contemporanea. Per me, l'Italia rappresenta un dialogo vivente tra musica, forma ed espressione emotiva, che risuona profondamente con la mia pratica. Il viaggio è una parte essenziale della mia vita e sento un forte legame con l'Europa, in particolare con l'Italia e la Francia.

4. Partecipare a questa mostra collettiva a New York è una nuova avventura che hai accettato per un motivo particolare?

Nel 2022, a causa della guerra, sono stata costretta a emigrare negli Stati Uniti. New York è diventata non solo una nuova casa, ma anche un potente ambiente creativo. La concentrazione di artisti, l'energia della città e la sua intensità culturale mi hanno portata in una nuova fase della mia pratica. Qui ho creato un corpo significativo di dipinti e ho iniziato a partecipare attivamente a mostre e progetti d'arte, oltre a presentare il mio lavoro alla New York Fashion Week.

Partecipare a questa mostra collettiva a New York sembra un passo naturale e significativo. Ho accettato questo invito con grande interesse, e la mia decisione è stata influenzata anche dalla raccomandazione della mia collega e amica, Nataliia Deshko, che ha parlato molto bene di voi e di questo progetto.


EN

Interview with artist Anna Yudaeva, one of the participants in the "Italy Calls the World" event.

On the occasion of the International Exhibition "Italy Calls the World," which opened in New York on June 21st at the Fridman Gallery, we had the pleasure of interviewing Anna Yudaeva, one of the artists selected for this event.

1. To begin our conversation, can you tell us about your artistic journey? Are you academically trained or self-taught?

My artistic journey began at an early age. At nine, I enrolled in a children's art school, which laid the foundation for my visual language. I grew up in a creative environment—my father was a menswear designer—so from childhood I was surrounded by an understanding of form, structure, and aesthetics.

My education developed at the intersection of several disciplines, including fine art, fashion, and music. I later completed an MBA in Fashion. These fields never existed separately for me; rather, they merged into a unified vision that shaped me as a multidisciplinary or "hybrid" artist.

For over 18 years, I have worked as a fashion designer and illustrator. Over time, my practice has evolved into the realm of haute couture, where craftsmanship, detail, and individuality define the work. In Ukraine, I have been awarded the title of "Best Designer of the Year" three times. I am also the founder of my own brand, through which I create couture collections as well as stage and public images. My work has been published in VOGUE and other fashion magazines.

At the same time, painting has always remained an essential part of my artistic identity. I am deeply drawn to figurative art, particularly the female form. I often paint women wearing clothes from my own collections, allowing me to merge fashion and fine art into a unified visual language.

2. Do you work more on a visceral and intuitive level when creating your artwork, or is it a more rational process?

My creative process is primarily intuitive, guided by inner perception and emotional resonance. At the same time, I place great value on experimentation and continue to explore mixed media. My preferred approach is oil on canvas, using a palette knife in a sculptural manner, constructing texture and form in an almost physical way.

3. How important is the culture of your homeland (what is it?) in the creation of your artwork?

The culture of my homeland, Ukraine, plays a significant role in my work—through symbolism, ornamental codes, and a distinctive sense of color.

At the same time, my aesthetic has been shaped by the broader European cultural tradition, particularly Austria—Vienna with its refined artistic heritage—as well as France, with its sense of elegance and haute couture.

Italy holds a special place in my artistic inspiration. I study the Italian language and continue to explore the country's culture—from its classical heritage to the contemporary art scene. For me, Italy represents a living dialogue between music, form, and emotional expression, which deeply resonates with my practice. Travel is an essential part of my life, and I feel a strong connection to Europe, especially Italy and France.

4. Is participating in this group show in New York a new adventure you accepted for a specific reason?

In 2022, due to the war, I was forced to emigrate to the United States. New York has become not only a new home, but also a powerful creative environment. The concentration of artists, the city's energy, and its cultural intensity have led me to a new phase in my practice. Here, I created a significant body of paintings and began actively participating in exhibitions and art projects, as well as presenting my work at New York Fashion Week.

Participating in this group show in New York seems like a natural and significant step. I accepted this invitation with great interest, and my decision was also influenced by the recommendation of my colleague and friend, Nataliia Deshko, who spoke highly of you and this project.


Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo evento e sui social...

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