Il secondo Premio sezione Poesia degli Olympus Arts Awards a Teresa Perri Pelle

19.02.2026

di Elena Alupei

Nel contesto della prima edizione degli Olympus Arts Awards, rassegna dedicata alla valorizzazione delle eccellenze artistiche contemporanee e fondata su una visione dell'arte intesa come spazio di trasformazione umana e consapevolezza espressiva, il secondo premio per la sezione Poesia è stato conferito alla poetessa italo-argentina Teresa Perri Pelle, autrice di una scrittura intensa, essenziale e profondamente radicata nell'esperienza viva dell'esistenza, capace di coniugare dimensione autobiografica e respiro universale in un equilibrio di rara coerenza linguistica e tematica.

La resilienza come attraversamento poetico


La linea curatoriale degli Olympus Arts Awards, fin dalla sua prima edizione, si distingue infatti per un orientamento che va oltre la sola qualità formale del testo poetico, privilegiando opere capaci di entrare in risonanza con i quattro assi concettuali che fondano il premio, Corpo, Rinascita, Rigenerazione e Amore, intesi non come categorie astratte, ma come processi interiori concreti, attraversamenti esistenziali che trovano nella parola artistica una possibilità di restituzione e consapevolezza.
È proprio in questa prospettiva che la poetica di Teresa Perri Pelle ha trovato una collocazione naturale e profondamente significativa.


Nata in Calabria e trasferitasi all'età di tre anni con la famiglia a Buenos Aires, l'autrice porta nella propria scrittura il segno indelebile dello sradicamento, della migrazione e della memoria delle origini, trasformando la propria biografia in materia poetica capace di parlare a una dimensione più ampia, in cui il vissuto individuale si apre a una risonanza collettiva. Figlia di emigrati italiani, cresciuta tra due geografie emotive e culturali, Perri Pelle ha sviluppato nel tempo una voce lirica che intreccia appartenenza e perdita, nostalgia e resistenza, trovando nella parola poetica uno spazio di ricomposizione identitaria. La sua silloge d'esordio, Fiori di Ginestra, testimonia già questa tensione espressiva, attraversando tematiche che spaziano dall'esperienza migratoria alla memoria familiare, dalla denuncia sociale alla dimensione affettiva, delineando una scrittura che non teme di sostare nelle zone più vulnerabili dell'esistenza.

All'interno del percorso premiato agli Olympus Arts Awards, due testi in particolare Ho dimenticato me e Futuro rimandato, hanno catalizzato l'attenzione della giuria, imponendosi per densità tematica, rigore linguistico e coerenza con l'architettura simbolica del premio.


Ho dimenticato me si configura come una poesia che rifiuta qualsiasi forma di indulgenza emotiva o compiacimento estetico, scegliendo invece di abitare con lucidità il punto più fragile dell'esperienza umana, quello in cui l'identità si incrina e il corpo diventa l'unico archivio possibile della memoria. In questi versi il corpo non è simbolo né allegoria, ma materia viva, ferita, attraversata dal trauma e dall'abbandono e al tempo stesso segnata dalla sopravvivenza. La lingua si fa scabra, diretta, priva di ornamenti superflui, orientata non alla costruzione della bellezza, ma alla restituzione della verità. La rinascita non è ancora compiuta, e proprio questa sospensione rende il testo credibile e necessario: prima della ricostruzione, la consapevolezza della frattura; prima della luce, il riconoscimento della perdita.
Se il primo testo rappresenta il momento della rottura interiore, Futuro rimandato ne costituisce il tempo lento dell'elaborazione e della trasformazione silenziosa. Qui la scrittura lavora per sottrazione, rinunciando allo strappo emotivo e a qualsiasi forma di enfasi retorica, per affidarsi invece alla precisione, alla misura e alla capacità di trasformare il tempo in spazio interiore. La rinascita, in questa prospettiva, non esplode ma matura, seguendo un ritmo evolutivo che appartiene alla profondità e non alla superficie. Il tempo diventa il vero protagonista del testo, campo di tensione in cui l'identità lentamente si riorganizza e trova una nuova forma di equilibrio. 

Nel dialogo con i temi fondanti degli Olympus Arts Awards, Corpo, Rinascita, Rigenerazione e Amore, i testi di Teresa Perri Pelle offrono una visione della resilienza lontana da ogni retorica celebrativa, restituendone invece la dimensione più autentica e necessaria. Il corpo, nei suoi versi, diventa archivio della memoria e luogo di resistenza; la rinascita si configura come processo interiore non immediato; la rigenerazione avviene attraverso il tempo e la consapevolezza; mentre l'amore emerge come forza silenziosa di ricomposizione identitaria, non dichiarata ma profondamente sottesa.

La giuria ha riconosciuto nella sua scrittura un insieme di qualità rare e coerenti, autenticità esperienziale, essenzialità linguistica, profondità emotiva e capacità di trasformare il vissuto individuale in materia universale, premiando una voce poetica che continua a respirare anche quando tutto sembra cedere e che proprio nella sottrazione trova la propria forza espressiva.
Il Secondo Premio conferito a Teresa Perri Pelle si inserisce dunque in una visione ampia e consapevole del riconoscimento artistico, che non celebra soltanto il talento formale, ma valorizza quelle scritture capaci di interrogare il presente e di restituire dignità poetica ai processi interiori più complessi, fragili e silenziosi dell'esperienza umana.
In un tempo storico in cui la parola rischia spesso di consumarsi nella velocità e nella superficie, la sua poesia compie un gesto opposto: rallenta, scava, resiste. Non offre soluzioni, non consola in modo immediato, ma accompagna il lettore dentro una zona di verità in cui la trasformazione non è proclamata, bensì attraversata.
È proprio questa capacità di sostare nella soglia, tra frattura e ricomposizione, tra perdita e ridefinizione di sé, che ha reso la sua voce perfettamente in sintonia con lo spirito degli Olympus Arts Awards, manifestazione che riconosce nell'arte non un punto d'arrivo, ma un processo vivo, in continua evoluzione.
Il riconoscimento assegnato a Teresa Perri Pelle non segna soltanto una tappa del suo percorso autoriale, ma evidenzia la necessità, oggi più che mai, di una poesia che sappia farsi spazio di coscienza, luogo di ascolto e strumento di attraversamento del reale, una poesia che non cerca la luce per brillare, ma per illuminare, trovando proprio in questa scelta la propria forma più alta di contemporaneità.


Recensione a cura di Elena Alupei, membro della Giuria - Olympus Arts Awards


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Leggi l'intervista a Teresa Perri Pelle e le sue poesie al link

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