Villa Lante a Bagnaia: sette milioni del PNRR e l'allarme degli esperti sugli errori del restauro

06.07.2026

di La Redazione

Accogliamo l'appello del Prof. Salvatore Enrico Anselmi,  storico dell'arte e scrittore nonché Dottore di ricerca in memoria e materia delle opere d'arte che in una lettera alla nostra redazione segnala una grave situazione che riguarda la Villa Lante a Bagnaia, presso Viterbo.

Un investimento imponente da sette milioni di euro, attinti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), avrebbe dovuto restituire al suo massimo splendore il complesso monumentale di Villa Lante a Bagnaia, presso Viterbo. A lanciare un severo e documentato grido d'allarme è il Prof. Salvatore Enrico Anselmi, storico dell'arte, attraverso una dettagliata lettera aperta indirizzata alla nostra redazione.

Villa Lante, da secoli tappa imprescindibile del Grand Tour europeo e capolavoro del Manierismo celebre in tutto il mondo per i suoi giardini formali e i complessi monumentali giochi d'acqua, starebbe subendo — secondo la denuncia di Anselmi — un'alterazione sostanziale della sua identità visiva e materica.   

La rimozione della "patina storica" e il rischio consunzione

Il fulcro tecnico della critica mossa dallo storico dell'arte risiede nelle metodologie di pulitura applicate alle decorazioni plastico-scultoree delle monumentali fontane:

«Gli interventi hanno alterato la facies iconografica e sostanziale delle decorazioni plastico-scultoree delle fontane a seguito di una pulitura radicale che ha rimosso, insieme alle forme di degrado biologico, muschi e licheni, anche la patina storica che costituisce elemento di protezione del peperino. Essendo materiale poroso, è particolarmente fragile e soggetto, in queste condizioni in misura ancora più rilevante, all'escursione igrometrica che determina ablazioni e consuzione del materiale litico.»

La "patina", concetto cardine della moderna teoria del restauro teorizzata da Cesare Brandi, non è un mero segno di incuria, ma la testimonianza del passaggio del tempo e, in molti casi, un consolidamento naturale della superficie stessa. La sua rimozione indiscriminata espone il peperino — roccia vulcanica intrinsecamente porosa — all'azione aggressiva degli agenti atmosferici.   

Il degrado del barco e i nodi della sicurezza

Ma i dubbi sollevati dal Prof. Anselmi non si fermano all'aspetto prettamente conservativo delle fontane. Esiste infatti una frattura evidente tra la magnificenza geometrica del giardino all'italiana e le aree limitrofe che dovrebbero integrarlo. 

«Altra nota dolente — prosegue la lettera — lo stato di abbandono e degrado, anche a repentaglio della sicurezza, nel quale si trova una parte cospicua del barco che corre lungo il muraglione di contenimento laterale al giardino storico all'italiana, aperto al pubblico passaggio dei visitatori.».

Il "giallo" del reclutamento: restauratori?

Un ulteriore capitolo della denuncia tocca la gestione amministrativa e professionale della commessa pubblica da parte dell'impresa aggiudicataria dei lavori. La ditta avrebbe infatti cercato operatori specializzati tramite annunci su noti canali social (nello specifico, post su Facebook), invitando "restauratori" a candidarsi per contratti a tempo determinato regolati però dal contratto collettivo nazionale dell'edilizia. Il timore latente è che l'applicazione di logiche e inquadramenti puramente edilizi a manufatti di immenso valore storico-artistico possa aver inficiato la sensibilità esecutiva dell'intervento.

La reazione della cittadinanza

A fronte del silenzio o dell'avallo delle autorità preposte alla tutela, la reazione della cittadinanza e degli addetti ai lavori non si è fatta attendere. E' stato infatti aperto un serrato dibattito, supportato da una serie di interventi sulla stampa specialistica e locale (da ArtsLife a TusciaUp, fino alle piattaforme di condivisione scientifica e ai dossier come le "Dieci domande sui restauri a Villa Lante"), culminato nel lancio di una petizione pubblica sulla piattaforma Change.org.

La nostra redazione, accogliendo l'appello del Prof. Anselmi, si unisce alla richiesta di fare piena luce sulla vicenda. 

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