L’abbraccio di New York a "Italy Calls the World"

30.06.2026

di La Redazione

Si è conclusa la mostra internazionale che ha saputo coniugare pittura, arte digitale e poesia contemporanee.

Alla Fridman Gallery di New York, nel cuore pulsante del Lower East Side, la rassegna Italy Calls the World ha trasformato lo spazio espositivo in un ecosistema vivo, dove pittura, avanguardia digitale e poesia contemporanea hanno dialogato in modo polifonico. L’iniziativa, ideata e diretta da FC Art Curator Events, ha ridefinito il ruolo dell’Italia come aggregatore culturale globale, in grado di connettere linguaggi, generazioni e geografie diverse. Tele materiche, experience interattive e poesia si sono intrecciati in un percorso che ha messo al centro la forza delle relazioni creative.

In questo contesto, il nostro Paese non è apparso solo come culla di tradizione, ma come laboratorio aperto di sperimentazione, pronto a confrontarsi con le sfide del presente: dalla rivoluzione digitale alle nuove forme di partecipazione del pubblico. 

Come affermato dalla curatrice Francesca Callipari:

Italy Calls the World ha mostrato come la cultura italiana possa farsi piattaforma di scambio, ospitando voci internazionali e rilanciando un dialogo continuo tra l'Italia, New York e le principali capitali artistiche del mondo.

La rassegna ha dato vita a una narrazione corale: pittori emergenti e affermati hanno condiviso la galleria, in presenza o in digitale, affiancati da artisti di VideoArt che lavorano con algoritmi, frattali e intelligenza artificiale, mentre i poeti hanno abitato lo spazio con i loro versi, esposti ed offerti ai visitatori come "nutrimento dell'anima" all’interno del progetto "Feed your Soul". 

A colpire profondamente il pubblico e i collezionisti è stata la straordinaria varietà delle tecniche esposte: si è passati con disinvoltura dalla pittura a olio, all'acrilico e alle tecniche miste, fino a sperimentazioni più audaci con resina o bassorilievo su legno

Molte opere si sono distinte per il loro dirompente impatto cromatico ed emotivo, mentre altre hanno attratto particolarmente per l'aggiunta di elementi tridimensionali e oggetti d'uso comune – come cassette di legno, cristalli Swarovski, gioielli e persino fiori reali – capaci di rompere i confini della tela. 

l'opera di Giampiero Murgia
l'opera di Giampiero Murgia

Ogni opera, materiale o immateriale, ha contribuito a comporre un’unica grande partitura visiva e sonora, all’interno della quale il pubblico era invitato a muoversi, sostare, ascoltare e interagire. Non più spettatori passivi, ma partecipanti attivi di un’esperienza in costante trasformazione. 

Questa dimensione polifonica ha mostrato come l’arte contemporanea possa diventare un ponte tra comunità e identità differenti, capace di oltrepassare confini geografici e disciplinari. New York ha accolto l’energia creativa italiana e internazionale come un interlocutore alla pari, riconoscendole la capacità di generare visioni condivise sul futuro.

L'evento è stato inoltre valorizzato da numerosi articoli pubblicati su diverse testate italiane e americane, da un servizio televisivo trasmesso da Hamptons Television e dalla proiezione di uno spot a Times Square.

Patrocinio dell'evento: Comites di NY

Sponsors: VVHTV Hamptons TV, Arte 5.0, Ceasair Sp. z o.o., Costrek Studio, I Love Italy News Arte e Cultura, ICM & engineering srl e Pandora Energia

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