L'Anima nel Cartone: la ricerca artistica del Maestro Luigi Pilato
di Francesca Callipari
In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Luigi Pilato, tra gli artisti selezionati per questo evento.

1. Maestro, quando ha capito che l'arte era per lei una necessità "vitale"?
Non c'è un momento preciso, ci sono tanti periodi in cui la creatività, non so per quale alchimia, si presenta e in qualche modo bisogna esternarla. Se per " vitale " si intende una forma di appagamento interiore, allora bisogna distinguere il momento in cui si dà sfogo alla creatività in totale libertà, dal momento in cui si produce solo perché si ha la consapevolezza di essere un artista e quindi il mercato si aspetta da te determinate cose. Probabilmente, il fruitore non sarà in grado di distinguere con quale stato emotivo è stata creata l'opera, è qualcosa che solo l'artista può sapere. Secondo me " sognare è la più alta forma di libertà ", purtroppo il mondo degli adulti ha perso questa capacità, ma il bambino che è in me, quando si presenta, mi appaga e l'arte diventa un elemento essenziale.
2. La
sua cifra stilistica è profondamente legata all'uso di materiali di recupero:
cartone, cassette di legno, scarti. In un'epoca di consumismo sfrenato, la sua
arte sembra un atto di ribellione ecologica. È così?
Quando dipingevo per passione, lavoravo per una grande catena di supermercati, e per circa trent'anni ho manipolato imballaggi di cartone e altro, e vedevo queste enormi quantità di materiali che venivano compattati per poi essere ritirati per il riciclo, con un dispendio di energie in termini di forza lavoro e una gran quantità di consumi di carburanti per il ritiro e la lavorazione. In tutto questo tempo è cresciuta in me l'idea, ed oggi posso dire la certezza, che la tecnologia insieme alle nuove forme di commercio non sono più sostenibili. Oggi ci ritroviamo con un pianeta che è un contenitore di rifiuti e viviamo in una società in cui il rispetto per l'ambiente deve essere regolato da leggi e non dal senso civico, come dovrebbe essere. Immaginate per un attimo la nostra vita senza cartoni, plastica e altre forme di imballaggio o prodotti usa e getta!!! Non vivremmo neanche una settimana. Il rispetto nel senso più ampio, è ciò che oggi manca... allora si... la mia arte è un atto di ribellione ecologica.
3. Lei approda ora a New York con l'evento "Italy calls the World". Cosa significa per un artista che ha sempre mantenuto un percorso così autentico e indipendente portare la propria visione nella metropoli che è, per antonomasia, il centro globale delle tendenze e del mercato?
New York penso sia una opportunità per ogni artista e ringrazio Lei che me l'ha data. Ma la ringrazio più che altro perché penso che abbia visto nella mia arte dei contenuti che possano far riflettere. Nel centro mondiale delle tendenze e del mercato, dove oggi ci si presenta con arte digitale e con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, presentando opere che rasentano la perfezione, presentare una mia opera composta, diciamolo pure, da rifiuti, piene di imperfezioni con il rischio che perda qualche pezzo, penso che ci voglia un gran coraggio sia da parte mia sia da parte di chi cura. New York e la "Fridman Gallery", a questo punto della mia carriera artistica, rappresentano le tappe più prestigiose e saranno sicuramente un incitamento ulteriore a portare avanti la mia " Sustainable art ".
4. Parliamo dell'opera che espone alla Fridman Galllery. Vediamo un volto femminile emergere da trame di sacco, cartone e pennellate vibranti di azzurro e arancio. Cosa rappresenta per lei questo contrasto tra la delicatezza del tratto e la ruvidità del supporto?
Attraverso le mie opere cerco di trasmettere semplicemente la " bellezza ". I volti e le donne che principalmente creo, rappresentano la vita dell'essere umano che ha bisogno di un altro essere umano. La bellezza, come accade sempre nella vita, è la prima cosa che colpisce. Poi ci si accorge che la persona pur bella, di cui ci si è attratti, non è perfetta, ma sono proprio quelle, diciamo, " imperfezioni " a rendere unico ogni individuo. I supporti in materiale di riciclo rappresentano le nostre imperfezioni, la donna è l'incarnazione della bellezza. Inoltre ho l'occasione di togliere dal ciclo del riciclo dei materiali, rendendo loro giustizia e facendoli diventare delle opere d'arte. Non dimentichiamo che un cartone prima di diventare un imballaggio era un albero.
5. Se potesse incontrare un'artista del passato, chi sceglierebbe?
Sicuramente Van Gogh, artista incompreso e poi rivalutato. Si è scritto tanto su di lui, attraverso le lettere a suo fratello Theo, ma sono tanti gli interrogativi a cui non so dare risposta.
Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo prossimo evento a New York e attraverso il suo sito.
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