InnAmorArti Milano: intervista all'artista Giusy Foresta

07.02.2022

di Francesca Callipari

In occasione della mostra InnAmorArti, che si terrà a Milano presso Spazio Arte Tolomeo dal 12 al 19 febbraio 2022 siamo lieti di presentarvi una delle protagoniste femminili di questo evento: l'artista GIUSY FORESTA

  • GIUSY, BENVENUTA AD ILOVEITALY NEWS, SIAMO MOLTO FELICI DI OSPITARTI IN QUESTO SPAZIO... PERMETTI AI NOSTRI LETTORI DI CONOSCERTI MEGLIO, QUANDO HAI SCOPERTO LA TUA PASSIONE PER L'ARTE E COSA RAPPRESENTA OGGI PER TE?
  • Ho un ricordo bellissimo che mi riporta alla mia infanzia: avevo circa 6 anni e ogni qualvolta realizzavo un disegno o modellavo il pongo, la mia maestra faceva il giro delle classi a mostrarlo alle colleghe, orgogliosa del mio "potenziale e precoce talento". Amavo molto i fumetti e puntualmente ricopiavo le copertine di Topolino, Zagor, Tex... Un semplice esercizio che eseguivo senza alcun metodo impartito didatticamente, rapita da linee, forme e colori. Questo per dire che forse è qualcosa di innato, forse una sensibilità trasmessa da mio padre, o dai miei nonni, abili artigiani. Gli studi, quelli "tecnici", sono arrivati dopo la maturità magistrale, quando con timoroso coraggio (concedetemi l'ossimoro!), affrontai l'esame di ammissione all'Accademia di Belle Arti di Roma. Immaginate quale grande emozione può aver provato una ragazza, nata e cresciuta in un paesino sperduto della Calabria, nel ritrovarsi a vivere un'esperienza così intensa mentre si approcciava allo studio dell'Arte nella sua accezione. La conoscenza delle opere impressioniste ed espressioniste alimentò la mia passione per il colore, ma soprattutto mi spinse a ricercare quella forma espressiva che potesse dare voce ai miei pensieri, ai miei stati d'animo, che a causa della mia ingenua timidezza, restavano spesso inibiti ed inespressi. Ancora oggi, dopo un ventennio di esperienza pittorica, l'Arte rappresenta per me un varco dove mi sento libera di poter raccontare, reinventare e ricostruire le mie sensazioni.
  • DAL 12 FEBBRAIO SARA' INAUGURATA A MILANO UNA MOSTRA CHE TI VEDRA' PROTAGONISTA INSIEME AD ALTRI TALENTUOSI ARTISTI. IN QUESTO EVENTO ESPORRAI UN DIPINTO E UNA SCULTURA, TI VA DI PARLARCI DI QUESTE OPERE? 
  • Come ci insegna la Storia dell'Arte, ogni opera riflette il pensiero, la cultura, l'esperienza di un artista, che altri non è che un uomo figlio del suo tempo. Il Narciso deluso è una piccola scultura in terracotta dipinta a olio, realizzata nel 2013 non per interpretare in veste contemporanea l'antico mito, egregiamente raffigurato da vari artisti come il Cellini e il Caravaggio, quanto per il bisogno di lasciare una traccia del mio vissuto. È l'opera che più mi rappresenta come figlia del mio tempo:un emblema sociale e culturale, ricco di significati intrinsechi, del mondo in cui vivo. Il narcisismo è un tratto della personalità che può essere considerato, se sano, uno stato utile e necessario se porta empatia e resilienza emotiva. Ma nel mio mondo e nel mio tempo, l'amor proprio è sopraffatto dal narcisismo primario, dal continuo bisogno di affermazione e ammirazione da parte degli altri. Un atteggiamento sicuramente incrementato dai social, una dimensione favorevole alle "vetrine", ideale per costruire l'immagine da proiettare nel mondo esterno. Ciò che voglio esprimere con la mia opera è proprio il momento in cui l'insano egocentrismo fa i conti con se stesso: una persona che è innamorata di un'immagine di sé idealizzata, che lei stessa costruisce, nel momento in cui si riflette su uno specchio frantumato vede una sembianza distorta che paradossalmente corrisponde alla vera identità. Tante piccole sezioni governate da diverse maschere rivelano una forte fragilità emotiva. È la consapevolezza che siamo uomini fatti di terra, che si plasma, si modella, diventa coscienza, realtà. Realtà fisica e realtà psicologica. Tutti dovremmo cercare dentro di noi il giusto equilibro. "Alla deriva" è un'opera pittorica eseguita ad olio, su tela. Ho realizzato questo dipinto al rientro da una vacanza in Calabria. " ....E il naufragar mi è dolce in questo mar".
  • SEI UN'ARTISTA versatile e MOLTO INCISIVA CHE SA INDAGARE IN PROFONDITà L'ANIMO UMANO E LE SUE EMOZIONI. MA COME NASCONO I TUOI LAVORI? SONO FRUTTO DI UNA LUNGA ELABORAZIONE MENTALE E TI LASCI TRASPORTARE DALL'ISTINTO?
  • Il mio percorso artistico è iniziato quasi a "rovescio", ovvero dall'arte informale. Una sorta di Big Bang cromatico, impetuoso e frenetico, scaturito da un forte impulso emotivo e creativo. Anche se "l'arte è densa di realtà", pittoricamente non rappresento mai fedelmente la struttura esterna delle cose, ma cerco di afferrarne l'essenza, di coglierne il ritmo, le vibrazioni che sono racchiuse in esse. È come entrare in un mondo rarefatto nel quale i contorni delle cose si dissolvono lievi in un luogo recondito della mente dove si rapprendono i ricordi, le emozioni. Creare un attimo sospeso in cui tutto appare labile e fugace, anche su un'amorfa materia come la sabbia...frammento di realtà.

  • SOGNI NEL CASSETTO O PROSSIMI PROGETTI IN PROGRAMMA?

  • Ho un grande sogno nel cassetto: dare la possibilità ai bambini di guardare il mondo con occhi diversi. Sto progettando un percorso che possa coinvolgere le Scuole di ogni ordine e grado, finalizzato a stimolare e potenziare nei bambini e negli adolescenti la conoscenza e l'utilizzo dei linguaggi artistici e creativi come possibilità di espressione del proprio essere nel mondo, del proprio modo di vedere le cose e di poterle cambiare. Favorire occasioni di riflessione individuale e collettiva sulle problematiche che affliggono la nostra società, e rafforzare l'atteggiamento della ricerca di nuove soluzioni per costruire un mondo migliore. Come insegnante, nel mio piccolo, questo lo trasmetto ogni giorno ai miei alunni, ma siamo solo una goccia di un piccolo corso d'acqua. E' necessario che diventi un fiume, ricco, travolgente, limpido e vitale. 

GRAZIE GIUSY, INVITIAMO TUTTI I LETTORI A SEGUIRTI SUI TUOI CANALI E OVVIAMENTE VISITANDO LA MOSTRA INNAMORARTI A PARTIRE DAL 12 FEBBRAIO.

Biografia

Nata a Mesoraca, piccola cittadina calabrese, ha conseguito il Diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi in Pittura. I quattro anni di studio presso l'Accademia sono tra i più significativi per la formazione dell'artista: il confronto con studenti provenienti da tutta Europa, Medio Oriente, Asia, la conoscenza di altre culture, gli insegnamenti del Prof. Rino di Coste, che l'ha lasciata alla libera sperimentazione pittorica, le lezioni di Storia dell'Arte del Prof. Giuseppe Gatt, la scoperta e la pratica di nuove tecniche, come l'incisione, la calcografia, la modellazione. Sono stati anni di lavoro e di ricerca, di grandi entusiasmi e aspettative. Conclusi gli studi, Giusy frequenta un gruppo di giovani artisti romani (pittori, fotografi, registi, attori...) e fa le sue prime esperienze nel mondo del teatro collaborando agli spettacoli "Argilla" e "Drakula Bazar" ideati e diretti da Lorenzo Terranera e Marco Serrecchia. Successivamente, lavora come collaboratrice autonoma presso l'associazione "Sperimentazione e Didattica", impartendo lezioni di Tecniche Pittoriche, Musica e Teatro presso alcuni istituti privati di Roma, e realizza numerose illustrazioni per libri didattici. Recentemente ha intrapreso un percorso scultoreo, seguita dal M° Paolo Brozzi, direttore artistico di Officina d'Arte, e un percorso fotografico, seguita da Alessandro Fusto.

Assunta di ruolo come insegnante di Scuola Primaria, attualmente presta servizio presso l'I.C. " Falcone e Borsellino" di Roma.

PRIME ESPOSIZIONI

La prima esposizione si realizza in una mostra collettiva al Palazzo Albertini di Forlì, Da quell'anno Giusy Foresta inizia a produrre una serie notevole di opere e ad esporre in sale prestigiose e gallerie importanti sia in Italia che all'estero.

Nell'ottobre del 2010 le viene conferito il 1° Premio "Migliore Artista", presso l'Accademia di Romania dall'artista Ennio Calabria, Presidente di Giuria.

Le sue opere sono state esposte a Parigi, Londra, Ibiza, Cracovia, Cannes, Barcellona, e citate in cataloghi, riviste specializzate, libri d'arte, annuari, tra cui L'Atlante dell'Arte Contemporanea De Agostini, 2019.

RECENSITA da Daniele Radini Tedeschi, Stefania Pieralice e Gianni Dunil, Laura Ricci, Ardizzon.  


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