Il Pescatore artista del pontile

27.12.2020

Non aveva proprio l'aria di chi spera che abbocchino, sembrava più interessato all'ascolto del mare e del suo vento.

"Biccara?" Esclamai in gergo, domandandogli se i pesci si facessero sentire all'amo. "E che importanza ha!", mi rispose con un sorriso dolce e pacato. Era uno dei pescatori amatoriali più anziani del pontile laggiù, vicino alla darsena e dalla banchina, all'imbrunire, ogni sera soleva salutare i pescherecci al loro passaggio. Era gente di mare, gente vera, umile e di sostanza che veniva accolta al rientro dal lavoro da rituali di volteggi di gabbiani. La visione di quel connubio ogni volta lo faceva star bene. Osservandomi un po' stupito, aggiunse: "perché vede... l'aurora è il mio tramonto...".

Aveva lo sguardo di chi sapeva interpretare le note dei silenzi come note di uno spartito. Gli risposi annuendo senza proferire parola ma non era un discorso tra sordi il nostro: parole, le sue, antitetiche all'apparenza che mi giungevano dense di significato. Trovava che certe atmosfere all'imbrunire avessero lo stesso sapore della meraviglie dell'alba. Mi disse che per ritrovar se stessi, quelli fossero i momenti migliori della giornata. Dopo qualche minuto, intuendo il mio desiderio di ascolto, mi disse: "ed è la notte che i ricordi del giorno e della vita incominciano a danzare sotto un cupola di stelle... oltre la coltre di nuvole inconsistenti i pensieri galleggiano e si rincorrono prendendo forma e significato in leggerezza."

Gli chiesi se facesse l'artista. Mi rispose che non sapeva cosa volesse dire fare l'artista, che non amava le etichette perché semplicistiche, sbrigative; talvolta massificanti e talune volte finanche usate in modo dispregiativo. "Sono un emozionale, se vuole... uno che ricerca l'emozione nel creare qualcosa. E questa molla è come un impulso innato che a tratti diventa perfino smania e, cioè, un bisogno quasi fisiologico non differibile. Sono uno che adora condividere tale gioia con i propri affini di sensibilità. Se per Lei questa è Arte, allora siamo tutti in fondo in fondo dei poeti, degli artisti come li chiama lei. E ognuno lo è a modo suo. Chi sa emozionarsi, come chi suscita emozioni... è in ugual misura un poeta. E chi deride la portata della poesia nella propria vita è solo un incosciente che non sa di esserlo, uno che prova il vuoto di senso nel cercar il significato della sua esistenza. Perché vede... la vita è Poesia in sè".

Lo ringraziai e ci salutammo che saranno state le 9 di sera. Mi disse "mi scusi ma ora devo proprio andare, incomincia... ad albeggiare".

Giampiero Murgia

(dal libro "Solchi tra le dita")


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