Dall'Italia alla Grande Mela: l'incanto metafisico di Stefania Popoli.

27.04.2026

di Ilaria Rippa

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefania Popoli, tra gli artisti selezionati per questo evento. 
Stefania Popoli - Futurismo statico
Stefania Popoli - Futurismo statico

1. Stefania, come definisci il tuo stile artistico e come si è evoluto nel tempo?

Il mio stile certamente si può definire Surreale, Metafisico. Da sempre mi esprimo attraverso la figura femminile, al centro delle mie opere. Una donna, tuttavia, non di carne ma statua. Questo per mantenere il distacco dall'espressione viva della mia creatura. La mia non è una donna, ma vuole essere l'essenza del femminino. Tutte le donne.

Nel tempo però il mio stile si è certamente evoluto. La donna-statua ha preso sempre più spazio all'interno del quadro. Spazio e dimensioni, fino a dominare tutta la scena. La scena, in cui la donna è al centro, ed è dominata da simboli come la conchiglia, carnale, sensuale, che rappresenta la femminilità esibita.

Spesso il piano d'appoggio è il pavimento a scacchi bianchi e neri, positivo e negativo. Richiamano il gioco degli scacchi, così come per Duchamp, che gli dava una valenza simbolica, esoterica, massonica. Frequentemente mi ispiro all'arte del Rinascimento per cristallizzare la mia creatura-Statua in un ambiente senza tempo, in cui domina la bellezza assoluta. Ma mi piace anche azzardare fino ad accostarla ad opere contemporanee di grandi artisti come Mario Schifano.


2. Quale ruolo deve avere, secondo te l'arte oggi? E quale messaggio cerchi dicomunicare, con le tue opere?

Mi chiedo se l'arte debba necessariamente avere un ruolo, magari universale. Intanto mi interrogo su cosa desidero IO esprimere attraverso la mia Arte. Ebbene, so che non è popolare, ma il mio desiderio costante è ricercare l'armonia, la bellezza e l'equilibrio. Sono, per me, gli elementi essenziali per raggiungere appagatezza, e senso di gioia interiore. Voglio godere della bellezza e faccio ogni sforzo per raggiungere questo scopo. Certamente chi osserva le mie opere deve essere emotivamente coinvolto, anche per mezzo dei simboli che dissemino sulla tela, che sono legati alla protagonista e al suo-mio stato d'animo.

Questi sono i drappi rossi, il gioiello della Sposa (tratto da Raffaello) i vasi Attici, che rappresentano episodi o figure che emergono dal passato millenario della nostra storia. Da qui spesso è tratto il titolo, fattore non secondario per comprendere più profondamente l'opera. Amo coinvolgere il fruitore, perché sia a sua volta protagonista nel risolvere l'enigma. Questo perché a sua volta ne faccia opera sua.


3. "Futurismo statico" è l'opera che esporrai a New York, in occasione di "Italy calls theWorld!". Ti andrebbe di raccontarcela?

L'opera rappresenta una Donna-Statua in bronzo seduta su un drappo rosso fiamma. Sullo sfondo si trovano i Futuristi di Mario Schifano, che, come i Vecchioni di biblica memoria, osservano la giovane Susanna. Lei è assorta con lo sguardo rivolto oltre. La scacchiera del pavimento rimanda al Positivo- Negativo, al bene e al male. La conchiglia alla sensualità e alla passione, simboli che hanno radici nell'inconscio collettivo. Il titolo è volutamente un ossimoro: dinamismo del Futurismo e staticità della donna-statua.


4. L'olio consente lentezza e sfumature mentre lo smalto spesso richiede rapidità e gesto. A livello tecnico, come gestisci l'uso di questi materialiall'interno della stessa opera, come hai fatto in questo caso?

Debbo riconoscere che è stata una vera sfida, per me che amo la lentezza, la meditazione intellettuale, la pianificazione degli elementi che si ostentano sulla tela. Qui ho messo alla prova la mia capacità di affrontare uno stile espressivo e tecnico così lontano, o meglio apparentemente lontano da me.

Ebbene mi sono ricreduta perché ancora una volta ho dovuto pianificare i vari passaggi dell'opera. Preparare le mascherine per la tecnica dello smalto a spray, pianificare i passaggi di colore per non andare ad interferire con le fasi successive ad olio per completare la donna-statua…

Ad ogni modo io amo mettermi alla prova, vedere fino a dove mi posso spingere, non darmi limiti, soprattutto tecnici, perciò mi sono molto divertita con questa opera.

E l'appagamento, dopo tanta fatica, è il vero scopo del mio pormi di fronte a una nuova tela. Una nuova sfida.


5. Cosa rappresenta per te, esporre in una metropoli come New York? Quali emozioni stai provando?

Sono davvero molto lusingata di essere stata selezionata per questa nuova avventura. Grazie a Francesca Callipari, che in questi anni ha creduto in me, nel mio modo di esprimermi, ora ho questa opportunità.

Certamente sono anche emozionata che un vasto pubblico newyorchese vedrà la mia opera. Magari su un maxischermo al centro di Manhattan. Beh, già ricomincio a fantasticare…e mi fermo qui.


Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo prossimo evento a New York e attraverso il suo sito.

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