Intervista all'artista Carla Loredana Mariani, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"

23.05.2026

di Francesca Callipari

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" inaugurata a New York il 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Carla Loredana Mariani che ha colpito l'attenzione dei visitatori con le sue opere digitali.

1. Il tuo percorso unisce la sensibilità artistica classica alle nuove frontiere digitali. Quando hai capito che l'arte visiva – e oggi in particolare il video e l'Intelligenza Artificiale – non era solo un mezzo espressivo, ma un vero e proprio bisogno dell'anima per decodificare la realtà?

L'ho capito nel momento in cui ho iniziato a percepire che la realtà, da sola, non bastava più. La mia sensibilità è sempre stata visiva, ma l'immagine tradizionale aveva dei limiti: non riusciva a contenere la complessità, le fratture, le zone d'ombra che volevo raccontare. I video creati con IA sono diventati il mio modo per decodificare al meglio il mio pensiero.

2. In questa mostra a New York, presenterai le tue opere sul maxischermo della galleria, cosa rappresenta per te questa possibilità e quali emozioni stai provando?

Esporre a New York non è soltanto una "vetrina", ma un campo di prova. Vedere i miei video su un maxischermo, in una città che vive di immagini e di velocità, significa misurare la forza del mio linguaggio in un contesto moderno e competitivo. Sono contenta che i miei video arrivino così lontano e spero che i visitatori possano apprezzare la mia creatività.

Il video dei 7 peccati capitali:Protean 2, collapse:Il video della ballerina:

3. L'evento si intitola "Italy Calls the World", un manifesto che parla di connessione. In che modo la tua arte, che fonde le radici culturali italiane con un linguaggio universale e futuristico come l'IA, risponde a questa chiamata e crea un ponte con il pubblico globale?

Da un lato porto con me un certo modo italiano di costruire l'immagine: la cura della composizione, la cultura visiva stratificata, la sensibilità narrativa. Dall'altro uso un linguaggio (quello dell'IA) che è globale, fluido, che non ha un'identità geografica precisa.

La mia creatività diventa un ponte perché non parla di Italia, ma parla di un'identità italiana – solitamente tradizionalista – che si apre al mondo con un approccio futuristico. Uso l'IA per creare un linguaggio che non ha confini, ma che conserva una radice: una tensione estetica precisa, riconoscibile, che dialoga con chiunque sia disposto ad ascoltare.

4. New York è una città che non si ferma mai. Cosa pensi che il pubblico newyorkese abbia trovato di "necessario" o rigenerante nella tua arte?

New York è una città che espone e consuma tutto molto velocemente. Il mio stile chiede un momento per fermarti a capire un messaggio, un'estetica. Credo che il pubblico newyorkese possa aver trovato qualcosa di necessario proprio in questo: un'immagine che ti invita ad avvicinarti, una narrazione che non intrattiene, ma che mette in discussione, che non cerca consenso, ma apre uno spazio.

5. Entriamo nel vivo della mostra: parlaci delle 3 opere video che saranno presentate a New York e come si è svolto il "dialogo creativo" con l'Intelligenza Artificiale per dare forma al messaggio che desideri trasmettere agli spettatori?

Le tre opere in mostra sono tre capitoli di un'unica ricerca: il rapporto tra l'essere umano e le forze che lo superano.

Il video dei 7 peccati capitali:

ogni vizio è rappresentato da un personaggio, proprio per sottolineare il lato umano delle nostre debolezze e quanto queste siano correlate tra loro. Le transizioni legano e trasformano i personaggi fisicamente tra loro proprio per evidenziare questa unione.

Protean 2, collapse:

la mente e l'essere umano sono travolti da un'atmosfera futurista, tecnologica, dominata da un susseguirsi di luci psichedeliche e geometrie. L'uomo si inserisce in un ambiente estremamente tecnologico, rispecchiando la nostra epoca e il rapporto sempre più fusionale delle nuove generazioni con il mondo digital e l'Intelligenza Artificiale.

Il video della ballerina:

è un'opera psicologica. L'artista lotta con un'immagine di perfezione che probabilmente non raggiungerà mai; gli specchi attorno sono rotti, deformano l'immagine che si sdoppia e si moltiplica in più versioni, presentando una varietà di sfaccettature e personalità sconosciute. Il video vuole mostrare la lotta costante con "l'altro io" e il lato oscuro di ognuno di noi.

Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista sui suoi social...


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