Olympus Arts Awards: intervista a Marcella Bianciardi
di Ilaria Rippa

Il 13 febbraio, le prestigiose sale del Museo d'Arte e Scienza di Milano apriranno le porte alla cerimonia di premiazione degli Olympus Arts Awards. Tra i nomi selezionati per la categoria Arti Visive spicca il nome di Marcella Bianciardi, un'artista che fa della sua opera un manifesto di coraggio e verità.
1. Marcella, innanzitutto complimenti! Quando hai capito che volevi fare l'artista? L'arte è sempre stata parte di te o c'è stato un momento significativo in cui è scattata la scintilla?
Fin da piccola ho capito che mi piaceva disegnare, mi nascondevo dentro lo sgabuzzino e riempivo i fogli di disegni di ogni genere. Oltre a questo mi piaceva anche cucire i vestiti alle bambole, e con questo mi sono avviata alla sartoria, diventando il mio lavoro principale, senza lasciare indietro la mia passione artistica.
2. Hai avuto una formazione accademica o sei autodidatta?
Sono sempre stata autodidatta, per me disegnare e dipingere è sempre stato importante perché dentro quei fogli ci mettevo le mie emozioni. Ho ripreso a studiare a 55 anni ritornando a scuola per prendermi il diploma; a 60 è iniziato il mio percorso artistico vincendo il trofeo "Arte e Cavallo" all'ippodromo di San Siro a Milano.
3. Da cosa sei ispirata nella creazione delle tue opere?
Sono stata sempre attratta dai visi, i corpi e gli animali. Ho la fortuna di avere delle modelle che si prestano a posare per me, dove realizzo delle opere con contesti molto importanti, mettendo a nudo la verità che oggi ci circonda, come la violenza sulle donne. Non ho preferenze, mi piace tutto della pittura in generale, ma sono molto attratta dai visi.
4. Se potessi tornare indietro nel tempo, quale artista vorresti conoscere? E in quale periodo storico-artistico ti piacerebbe vivere come un artista?
Mi rivedo nel periodo del Seicento, dove Sassoferrato e Carlo Dolci erano celebri per la capacità di restituire volti di rara dolcezza e intensità spirituale; il mio volto di donna fatto con gessetti colorati dà all'immagine una morbidezza quasi vellutata.
5. Sono due le opere scelte e premiate in occasione degli Olympus Arts Awards. Ti andrebbe di svelare qualcosa in più sul loro significato?
La prima opera è mia figlia "Valentina e il suo cavallo" (Couperin). L'incontro tra loro è stato emozionante, si sono scelti e insieme hanno formato un binomio meraviglioso; vederli insieme nelle gare era come vedere due corpi e un'anima, non potevo non immortalare questo momento intimo ed emozionante. La seconda opera riguarda me stessa: "SENSO DI LIBERTÀ". E' l'opera che mi rappresenta molto. Dipingendo questa immagine nuda, molto rappresentativa, metto in risalto questo abbraccio con il viso al cielo con gli occhi chiusi. Vivo da 25 anni con una malattia genetica rara e non curabile; il corpo perde la forza, la sensibilità, la stabilità e non esiste cura. La mia voglia di dipingere e creare mi dà la forza di non mollare mai; non voglio far vincere questo mostro che mi annienta, perché devo ancora dare tanto e spero che da questa immagine lo spettatore veda quello che io voglio far vedere: la forza di chi non si arrende.

Save the Date: > Cerimonia Olympus Arts Awards > 13 Febbraio ore 17:30 – Museo d'Arte e Scienza, Milano > Via Quintino Sella n.4, Milano