Intervista all'artista Halina Benkovics, tra i protagonisti dell'evento "Italy calls the World"

14.05.2026

di Francesca Callipari

In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Halina Benkovics, tra gli artisti selezionati per questo evento in videoesposizione.

1. Halina, benvenuta! Per iniziare racconta ai nostri lettori quando hai scoperto la tua passione e come hai capito che era per te un vero e proprio bisogno dell'anima?

Ho scoperto la mia passione in un momento molto doloroso e difficile della mia vita. Era il 2006. Passavo ore a fissare il vuoto, finché un giorno è nato in me il desiderio di esprimere le mie emozioni, il dolore e le mie paure attraverso il colore sulla tela. Per me è stata una vera terapia: dipingere mi faceva sentire bene e mi tranquillizzava. Da allora, questa passione è cresciuta sempre di più. Ancora oggi, l'arte mi aiuta a guardare il mondo con occhi diversi, infondendomi tranquillità e fiducia.

2. In questa mostra a New York, esporrai le tue opere in maniera digitale nel maxischermo della galleria, cosa rappresenta per te questa possibilità e quali emozioni stai provando?

Esporre le mie opere in formato digitale sul maxischermo di questa galleria è un'esperienza intensa che mi coinvolge profondamente. Provo una gioia e un entusiasmo immensi; è una vetrina che offre una grande visibilità. Sono davvero orgogliosa di far parte di un evento di tale portata.

3. Il titolo dell'evento, "Italy Calls the World", evoca un ponte culturale necessario. Cosa ti ha spinto ad aderire a questo progetto e quale aspetto di questo progetto senti più vicino alla tua ricerca?

Partecipare a 'Italy Calls the World' a New York è per me motivo di grande soddisfazione e orgoglio. È un'opportunità preziosa per confrontarsi con il mercato artistico internazionale e per promuovere la bellezza dell'arte contemporanea italiana, creando un ponte culturale necessario.

4. New York è una città che non si ferma mai. Cosa pensi che il pubblico newyorkese possa trovare di "necessario" o rigenerante nella tua arte?

Credo che il pubblico newyorkese possa apprezzare l'autenticità e l'artigianalità della mia arte. Le mie sono opere realizzate a mano, che celebrano il processo creativo e la materia, esplorando un'identità umana e non digitale. La mia arte vuole essere un rifugio visivo, un catalizzatore di calma e rigenerazione.

5. Parlaci delle tue opere selezionate per questo evento e di ciò che vorresti trasmettere attraverso di esse

Per questo evento sono state selezionate tre opere: "Danza con me", "Avvolta dalle onde" e "Lo sguardo al passato". In ognuna di esse la protagonista è la donna, colta in tutte le sue sfumature: bellezza, passione, sensualità e romanticismo.

Per me, la bellezza femminile è un connubio di autenticità, fiducia in sé stesse, intelligenza e carattere; elementi che rendono ogni donna unica. Il vero fascino risiede spesso nella mente e nella bellezza interiore, non solo nei canoni fisici. Attraverso l'uso di colori vivaci, movimenti fluidi e temi gioiosi, desidero trasmettere emozioni positive: allegria, entusiasmo, fantasia e una profonda voglia di vivere. Sono colori e temi scelti per calmare l'ansia e invitare alla riflessione.


Grazie! Vi invitiamo a seguire l'artista in questo prossimo evento a New York e attraverso il suo sito.


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