Alla ricerca della Luce: intervista all'artista Aleksandre Vashakmadze
di Francesca Callipari
In occasione della Mostra Internazionale "Italy calls the world" che si svolgerà a New York dal 21 giugno presso la Fridman Gallery, abbiamo avuto il piacere di intervistare Aleksandre Vashakmadze, tra gli artisti selezionati per questo evento in videoesposizione.

1. Per iniziare, racconta ai nostri lettori quando hai scoperto la tua passione e come hai capito che si trattava di un vero e proprio bisogno spirituale?
Mentre tutti i bambini dipingono, il mio percorso è stato forgiato dall'isolamento. A tre anni mi fu diagnosticata una malattia terminale e ho trascorso la mia prima infanzia in una stanza vuota, senza giocattoli, elettricità o distrazioni. Questo mi ha costretto a guardare oltre la superficie della realtà e a inventare un mio mondo.
Più tardi, mentre studiavo all'Accademia d'Arte, ho avuto un grave esaurimento nervoso. Durante una lunga riabilitazione, la pittura si è trasformata da una pratica a un bisogno spirituale vitale. Sono diventato un tutt'uno con la tela.
Ecco perchè, per me l'arte non riguarda ciò che sta in superficie; se non riesci a vedere il mondo in profondità, non c'è bisogno di dipingere.
2. In questa mostra a New York, le tue opere saranno esposte digitalmente sul mega schermo della galleria. Cosa significa per te questa opportunità e quali emozioni stai provando?
Cosa significa per me? È in assoluto la mia prima volta in cui condivido il mio lavoro con il pubblico americano, e la percepisco come un nuovo, vitale capitolo.
In un mondo materiale in cui la vera profondità è così spesso offuscata, questa mostra digitale non è solo una vetrina, è una finestra. Voglio che la mia arte squarci la superficie e aiuti le persone a vedere qualcosa di più profondo.
3. Parlaci delle opere selezionate per questo evento e di cosa speri di trasmettere attraverso di esse:
Per questa mostra ho proposto tre opere profondamente personali: Origin (Origine), Secret Society (Società Segreta), e Glimpse of Memory (Scorcio di Memoria). Questi dipinti sono nati durante un periodo di intensa vulnerabilità, mentre guarivo da un profondo esaurimento spirituale. Emergendo da quell'oscurità, ho trovato Gesù Cristo, e l'intero mondo si è trasformato in colori vibranti e magici; è stato come se un sole interiore bruciasse dentro di me.
Attraverso l'Impressionismo, il mio obiettivo è guardare oltre la superficie materiale e tradurre la creazione Divina in un linguaggio umano. Voglio che gli spettatori si immergano in queste tele e sperimentino un mondo di luce eterna e gioia infinita. In definitiva, queste opere ricordano che quando porti la luce nella tua anima, anche i momenti più ordinari si trasformano in un paradiso.
Voglio che la mia arte funga da ponte verso qualcosa di più grande di noi. Voglio che le persone guardino oltre la superficie piatta della tela, attingano a una saggezza più profonda e si rendano conto che quando la luce viene da dentro, il mondo intorno a te diventa un paradiso.
4. Se potessi incontrare un artista del passato e osservare il suo lavoro, chi ti piacerebbe incontrare?
L'ispirazione per me è un viaggio fluido, che cambia costantemente mentre cresco, ma in questo momento sono affascinato dal mondo di Henri Martin. Il suo uso brillante della luce e del colore dà una potente carica di energia creativa alla mia pratica. Assistere di persona al suo lavoro sarebbe il masterclass definitivo, non solo per la tecnica, ma per imparare a canalizzare quella vitalità pura e vibrante nell'arte.
5. Se dovessi descrivere la tua arte in tre parole, quali sceglieresti?
Sete di Luce (Lust for Light)

EN
In Search of Light: An Interview with Artist Aleksandre Vashakmadze
On the occasion of the International Exhibition "Italy Calls the World," which will take place in New York from June 21st at the Fridman Gallery, we had the pleasure of interviewing Aleksandre Vashakmadze, one of the artists selected for this video exhibition event.

1. To begin, tell our readers when you discovered your passion and how you realized it was a true spiritual need?
While every child paints, my path was forged by isolation. Diagnosed with a terminal illness at three years old, I spent my early childhood in an empty room without toys, electricity, or distractions. This forced me to look beneath the surface of reality and invent my own world.
Later, while studying at the Art Academy, I suffered a severe mental breakdown. During a long rehabilitation, painting transformed from a practice into a vital spiritual need. I became one with the canvas. For me, art is not about what is on the surface; if you cannot see the world deeply, there is no need to paint.
2. In this New York exhibition, you will be displaying your works digitally on the gallery's giant screen. What does this opportunity mean to you, and what emotions are you experiencing?
What does this mean to me? It is my very first time sharing my work with the American public, and it feels like a vital new chapter. In a material world where true depth is so often blurred, this digital exhibition isn't just a showcase, it's a window. I want my art to cut through the surface and help people see something deeper.
3. Tell us about the works selected for this event and what you hope to convey through them:
For this exhibition, I have selected three deeply personal works: Origin, Secret Society, and Glimpse of Memory. These paintings were born during a period of intense vulnerability as I healed from profound spiritual exhaustion. Emerging from that darkness, I found Jesus Christ, and the entire world shifted into vibrant, magical colors; it felt as though an internal sun was burning within me.
Through Impressionism, my purpose is to look past the material surface and translate the Divine creation into a human language. I want viewers to dive into these canvases and experience a world of eternal light and endless joy. Ultimately, these pieces are a reminder that when you carry light within your soul, even the most ordinary moments transform into paradise.
I want my art to act as a bridge to something greater than ourselves. I want people to look beyond the flat surface of the canvas, tap into a deeper wisdom, and realize that when the light comes from within, the world around you becomes a paradise."
4. If you could meet an artist from the past and observe their work, who would you like to meet?
Inspiration is a fluid journey for me, shifting as I grow, but right now I am captivated by the world of Henri Martin. His brilliant use of light and color provides a powerful surge of creative energy for my own practice. To witness him work firsthand would be the ultimate masterclass, not just in technique, but in learning how to channel that pure, vibrant vitality into art.
5. If you had to describe your art in three words, which ones would you choose?
Lust for Light